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Migranti, denunce e contro denunce

È approdata in Spagna la nave della Open Arms. A bordo anche la donna salvata in extremis e i due cadaveri di mamma e bambino ripescati al largo della Libia. E ora la donna di origini camerunensi sopravvissuta intende denunciare la Libia e l'Italia per quanto è successo.

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 luglio 2018 - 18:04
tvsvizzera.it/fra con RSI
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"Josefa, che riceverà il trattamento da rifugiata, intende denunciare la Libia per aver abbandonato l'imbarcazione, tornandosene indietro, lasciando altri cadaveri, e l'Italia per il rifiuto a sbarcare i cadaveri nel porto di Catania.

La donna molto probabilmente passerà la notte in ospedale per accertamenti. Poi dovrebbe spostarsi nel convento di Son Rapinya, quartiere della città di Palma di Maiorca dove sono ospitati anche i rifugiati che erano a bordo della nave Aquarius, attraccata un mese fa a Valencia dopo il 'no' del governo italiano.

La risposta del Viminale

Non si è fatta attendere la replica dal Viminale: "Non meritano risposta le Ong che insinuano, scappano, minacciano denunce ma non svelano con trasparenza finanziatori e attività. La denuncia di Josefa? Qualcuno strumentalizza una vittima per fini politici. Noi denunceremo chi, con bugie e falsità, mette in dubbio l'immensa opera di salvataggio e accoglienza svolta dall'Italia", riferiscono fonti.

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