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Equità, solidarietà e diversità al posto di Dio

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Questo contenuto è stato pubblicato il 01 agosto 2017 - 08:00
tvsvizzera.it/mar con RSI (TG del 31.7.2017)

La musica è rimasta la stessa ma nel testo solidarietà, diversità e apertura al mondo hanno sostituito Dio. La proposta di un nuovo inno svizzero è però lungi da fare l’unanimità.

L’anno scorso, in occasione della Festa nazionale del 1° agosto, una ventina di comuni svizzeri (su 2'300) aveva accolto l’invito a intonare l’inno svizzero utilizzando la nuova strofa. Quest’anno dovrebbero essere una manciata in più.

L’idea di rinnovare il Salmo SvizzeroLink esterno era nata nel 2014. Ritenendo che l’attuale inno non rappresenti più l’identità e i valori elvetici e soprattutto escluda il 25% degli svizzeri che si dichiara senza religione, la Società svizzera di utilità pubblica (SSUP, che gestisce in particolare il prato del GrütliLink esterno) aveva lanciato un concorso per modernizzarlo.

Tra le numerose proposte ricevute, 24'000 internauti avevano premiato quella dello zurighese Werner Widmer. Stessa melodia, ma un testo completamente rivistoLink esterno. Niente più “bionda aurora”, ma una “croce bianca” in “campo rosso” simboli di “unità” e “libertà”. E soprattutto non vi è più nessun riferimento a Dio.

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Non è però tanto l’assenza di chiari riferimenti religiosi a dare fastidio, quanto piuttosto “la mancanza dell’aspetto spirituale”, dichiara Christian Ineichen, presidente della sezione lucernese del Partito popolare democratico.

Il direttore del progetto, Lukas Niederberger, ritiene invece che questo aspetto sia ancora presente: “È vero, la parola ‘Dio’ non c’è più, ma se si guarda il testo si vede che si parla di croce, un chiaro simbolo cristiano, e di libertà, giustizia, equità, difesa dei più deboli, tutti valori fortemente influenzati dalla cristianità”.

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Prima che un nuovo testo sostituisca quello di Leonhard Widmer, risalente al 1841, passerà senz’altro ancora molta acqua sotto i ponti. Perché ciò avvenga, la SSUP dovrebbe dare il via a una procedura ufficiale in Parlamento. E lo farà solo quando sentirà che “il nuovo canto sarà portato dal popolo”.

Per il momento non sembra esserci nessuno slancio popolare in tal senso. Sarà solo l’assenza di riferimenti religiosi? Oppure il nuovo testo non ha suscitato entusiasmi perché, come afferma Christian Ineichen, “non ha alcun pathos, alcuna passione, non vale nulla"?

L’attuale inno svizzero è stato composto dallo zurighese Leonhard Widmer e musicato da padre Alberik Zwissig. Il canto è stato eseguito per la prima volta nel 1841.

È però solo dal 1961 che il Salmo svizzero è l’inno nazionale della Confederazione.

Fino ad allora l’inno nazionale era Ci chiami o patria (testo di Johann Rudolf Wyss del 1811). La canzone era stata ampiamente criticata fin dal XIX secolo, poiché ritenuta incompatibile sul piano musicale con l’identità svizzera.

Fonte: Dizionario storico della Svizzera

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