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Siccità, a Roma si cerca di scongiurare la chiusura dei rubinetti

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Questo contenuto è stato pubblicato il 27 luglio 2017 - 21:17
tvsvizzera/spal con RSI (TG del 27.7.2017)

Si avvicina a Roma lo spettro del razionamento dell’acqua. Regione, comune e l’azienda di distribuzione ACEA stanno lavorando per scongiurare il blocco dei rubinetti per 8 ore al giorno per un milione e mezzo di cittadini.

Da domani infatti verranno sospese le captazioni dal lago di Bracciano che fornisce le condotte idriche di parte della metropoli. Troppo basso il livello delle acque che rischia di minacciare l’equilibrio ecologico del bacino naturale in caso di ulteriori prelievi.

La colpa è sicuramente della siccità di questi mesi ma a far discutere sono anche le perdite del 40 per cento della rete idrica e la gestione degli enti locali. In proposito il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha chiesto di commissariare i comuni e le aziende locali.

La proposta avanzata dall’ACEA è stata respinta dagli interlocutori istituzionali che non concordano sulla continuazione delle captazioni. Il governo, che ha in agenda una seduta del consiglio dei ministri venerdì, non sembra intenzionato a intervenire e a dichiarare lo stato di calamità per le 10 regioni più colpite dalla siccità.

Intanto il presidente di ACEA Paolo Saccani risulta indagato per inquinamento ambientale da parte della Procura di Civitavecchia in seguito alle denunce presentate sulla situazione critica del lago di Bracciano. I carabinieri hanno perquisito gli uffici dell’azienda capitolina in Piazza Ostiense e sequestrato documentazione relativa alla captazione dell’acqua.

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