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La settimana in Svizzera

La settimana appena trascorsa sarà ricordata come la più fredda da molti anni a questa parte. In Svizzera si è discusso anche di parità salariale tra uomo e donna (che è ben lungi dall'essere raggiunta), dell'accordo sui frontalieri (da non firmare fintanto che l'Italia non darà il libero accesso agli operatori finanziari svizzeri) e sulla vendita di materiale bellico (in deciso aumento). La nota finale la dedichiamo ai francobolli svizzeri che compiono 175 anni.

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 marzo 2018 - 10:25
tvsvizzera.it/fra


Che in inverno nevichi e faccia freddo è abbastanza normale. Eppure l'ondata di freddo che ha coinvolto mezza Europa ha fatto decisamente notizia.



Quasi tutti sono d'accordo sul principio, meno sul metodo. La parità salariale tra uomo e donna è stata iscritta nella Costituzione elvetica nel 1981, ma ancora oggi il divario tra le retribuzioni si aggira attorno al 7%. Una discriminazione che la politica è intenzionata a correggere. 


Il fatturato delle esportazioni di armi hanno toccato quota 446,8 milioni di franchi (+34,7 milioni). E questo grazie al fatto che la Svizzera ha esportato materiale bellico l'anno scorso verso 64 paesi. 


Il politico ticinese al parlamento Marco Romano con una mozione chiede una revisione della strategia negoziale con l’Italia e che l’intesa fiscale sui frontalieri vada firmata solo se l'Italia concederà agli operatori svizzeri la possibilità prestare servizi in finanziari senza, come oggi, dover disporre di una filiale in Italia”.


La Svizzera è fra i pionieri del settore filatelico: è stato infatti il secondo Stato, dopo l'Inghilterra, a introdurre il francobollo. Agli inizi erano i Cantoni ad essere responsabili dell'emissione, mentre un'organizzazione postale nazionale è stata istituita nel 1849.


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