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La settimana in Svizzera

Cala il consenso per gli Accordi bilaterali tra gli svizzeri. Ma il governo pensa di dare un ulteriore miliardo di franchi per la coesione dell'Ue. Keystone

La settimana si è conclusa con il ricordo di venti anni fa quando a Luxor vennero uccisi 36 cittadini svizzeri. Intanto secondo i dati di Credit Suisse gli svizzeri sono i più benestanti al mondo. Sulla carta. Anche perché secondo Caritas la povertà esiste e tocca soprattutto i bambini. Eppure il benessere c'è ed è dovuto anche agli Accordi bilaterali con l'Ue. Ma questi stessi accordi piacciono sempre di meno ai cittadini. Eppure il governo federale pensa di versare un ulteriore miliardo di franchi a Bruxelles per la coesione dell'Ue...

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 novembre 2017 - 14:18
tvsvizzera.it/fra

Venti anni fa sei terroristi travestiti da agenti di sicurezza, uccidevano 62 persone, fra cui 36 svizzeri, a Luxor in Egitto.  È stato l’attentato che ha fatto più vittime elvetiche ed il primo commesso da islamisti radicali con l'obiettivo di causare il maggior numero possibile di vittime. Un attacco attorno al quale, secondo molti, non è ancora stata fatta chiarezza e che fa ancora molto discutere. 


Il patrimonio medio di un adulto in Svizzera ammonta a 528'000 franchi, circa 500'000 euro. Ciò fa degli elvetici, almeno sulla carta, i più benestanti al mondo. Dal 2000, il patrimonio medio per adulto in Svizzera è cresciuto del 35%, pari a un aumento annuo dell’1,8%. Dati di Credit Suisse, che ha presentato il Global Wealth ReportLink esternoLink esterno


Anche se i più ricchi al mondo, in Svizzera, serve una strategia nazionale per combattere la povertà infantile. È quanto chiede la Caritas nazionale, che per ridurre il problema propone sussidi alle famiglie, sostegni all’infanzia e soluzioni per conciliare vita professionale e familiare.


Il benessere elvetico dipende anche dagli accordi bilaterali con l'Ue. Ma è un dato di fatto che si sta erodendo in Svizzera la base di consenso nei confronti di questi Accordi. Secondo il sondaggio condotto dall’istituto di ricerca gfs.bern in un anno sono scese dall’81% al 60% le persone che aderiscono alla strategia portata avanti negli ultimi decenni dal Consiglio federale.


E se agli svizzeri piacciono sempre meno gli accordi con l'UE, i rapporti tra Svizzera e Unione europea hanno comunque monopolizzato l'interesse del governo federale che sta affinando la sua strategia in vista dell’arrivo a Berna, il prossimo 23 novembre, del presidente della Commissione Ue Jean-Claude Junker. In particolare è stato oggetto di discussione il cosiddetto miliardo di coesione, l’importo che la Confederazione potrebbe versare alle casse europee per ridurre le disparità tra gli Stati membri.





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