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"Una fotografia deve commuovere"

Sabine Weiss, fotografa svizzera, naturalizzata francese, oggi ha 92 anni. È una delle massime interpreti, con Robert Doisneau, della fotografia umanista francese. Il Museo Bellpark di Kriens, vicino a Lucerna, le dedica una mostra.

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 gennaio 2017 - 08:57
tvsvizzera.it/fra con swissinfo.ch e RSI (TG del 16.01.2017)
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Sabine Weiss ha utilizzato la luce per trasmettere emozioni attraverso la fotografia, non per mettersi in mostra. L’importante, per lei, è il lavoro in sé. Di esporlo non le importa un granché. A 92 anni, l’ultima rappresentante della scuola umanista si è però arresa e ha accettato di mostrare la sua storia in una retrospettiva che fa tappa al Museo Bellpark di KrienLink esternos in Svizzera, suo paese d’origine.

Artista, femminista, fotografa umanista, Sabine Weiss non vede di buon occhio le etichette: “Non mi piace essere classificata, perché ho fatto talmente tante cose”. Una fotografia riuscita? “Deve essere semplice e commuovere”.

Ed è così che Sabine Weiss ha sempre vissuto; una vita fuori dal comune ma semplice. Grazie alla sua sensibilità ha trasformato scene ordinarie in immagini senza tempo. Ha fotografato i bambini della strada e i grandi della sua epoca con la stessa semplicità, catturando sempre la nobiltà dell’istante.


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