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Profughi, estate tranquilla alla frontiera di Como-Chiasso

Numeri in regresso alla frontiera ticinese con l’Italia, che nelle scorse settimane non ha rivissuto la calda estate del 2016. Le richieste d’asilo al centro di registrazione di Chiasso sono diminuite del 35%, fermandosi a 9'000 nella prima metà dell’anno, a fronte delle oltre 14'000 presentate nello stesso periodo nel 2016.

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Si tratta per lo più di registrazioni mirate, che hanno una elevata possibilità di venire accettate da Berna. Si tratta infatti in grande maggioranza di eritrei che chiedono ricongiungimento familiare o siriani beneficiari di programmi di ricollocamento.

Mentre i tentativi di ingresso in Svizzera senza valido permesso sono scesi tra giugno e agosto a 4’700, rispetto ai 9’500 registrati 12 mesi prima.

Intanto al di là della frontiera, a Como, sono 1’500 i profughi ospitati in stragrande maggioranza nei centri di accoglienza straordinari. Ma un centinaio di persone, cui provvedono le associazioni di volontari, non dispongono di un alloggio fisso. Anche in questo caso però le cifre sono inferiori a quelle della calda estate del 2016.

Un fenomeno che a queste latitudini sembra quindi essersi ridimensionato ma che allo stesso tempo sfugge ad ogni previsione ed è inoltre capace di mutare repentinamente, sia riguardo alle rotte che alle cause che lo originano e lo alimentano.

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