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iLondinium #35: Dove il (video)gioco è lavoro

I videogiochi presto saranno riconosciuti come sport tradizionale. Così la pensa Niccolò Maisto che ha ideato una piattaforma online dove i giocatori, riuniti in una community, si possono sfidare

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 giugno 2015 - 15:18

"L'industria dei videogames equivale alla somma di quelle di cinema e musica". Da questa considerazione Niccolò Maisto trae la convinzione che in un prossimo futuro i videogiochi saranno riconosciuti come uno sport tradizionale. Oltre un miliardo e duecentomila praticanti nel mondo, campioni del joypad inseguiti e adorati come quelli del calcio.

È nata così Faceit, una piattaforma di online gaming su cui giocare competizioni in modalità multiplayer. In poco più di un anno la community di Faceit ha superato 1,5 milioni di iscritti, molti dilettanti ma anche talenti, che si fronteggiano in gare con montepremi fino a 300mila dollari, e la trasmissione live delle partite su FaceTV.

L'intervista è di Lorenzo Amuso.

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