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Sul Monte San Giorgio alla scoperta dei pesci preistorici

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Questo contenuto è stato pubblicato il 06 agosto 2017 - 19:30
tvsvizzera/spal con RSI (Quotidiano del 4.8.2017)

Per scoprire la fauna marina del Triassico, vale a dire 240 milioni di anni fa, occorre salire ai 900 metri del Monte San Giorgio, tra Ticino e Provincia di Varese. E puntuale come ogni anno la campagna di scavi condotta sui pendii che si affacciano sul lago di Lugano ha riservato alcune sorprese.

All’epoca la regione era coperta dal mare e tra gli stati di calcare che sovrastano il comune di Meride sono restati imprigionati animali e piante che ci offrono una fotografia del mondo preistorico.

I rilievi condotti in zona Cassina dagli esperti del Museo cantonale di storia naturale, cui collaborano studenti provenienti anche dalla vicina Repubblica, hanno consentito di individuare resti di piante che testimoniano la presenza di isole nella regione.

Ma anche un numero elevato di pesci di piccola taglia morti per un improvviso cambiamento delle condizioni ambientali. Una vera e propria ecatombe che ora interroga gli studiosi.

Il Monte San GiorgioLink esterno è perlustrato da un secolo e mezzo dai paleontologi alla ricerca di fossili ma la strategia è mutata: non si cercano più scheletri più o meno spettacolari di animali preistorici da esibire al grosso pubblico ma si vuole ricostruire l’intero ambiente triassico, popolato dalle più disparate forme di vita, dai grossi rettili marini ai batteri.

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