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Il Teatro "interstiziale" contro la crisi economica

Poche sale e poco moderne, aiuti statali quasi scomparsi, pubblico scarso, ma il Teatro rinasce dal basso

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 agosto 2014 - 18:12

Crisi economica globale e biglietti al botteghino troppo alti sono tra le cause della crisi del teatro. Le idee, però, non muoiono e a Napoli come a Roma ci si dà da fare per far sopravvivere quest'arte.

Dai teatri occupati a quelli di periferia, dalle rassegne nelle case o su una zattera, sono tante le soluzioni per trovare nuovi spazi e far vivere il teatro nonostante la crisi. A Napoli, capitale della creatività, molto successo sta riscuotendo "Il teatro cerca casa", ovvero la rappresentazione di spettacoli teatrali in salotti privati ma aperti a tutti. Altra interessante iniziativa è "Teatro alla deriva", dove gli attori recitano su una zattera posta in un laghetto termale.

Un'altra soluzione sono i teatri occupati, come il Valle di Roma, che in tre anni è riuscito ad immettere nuova linfa culturale in un edificio destinato alla privatizzazione, ma anche i teatri di periferia, che sono riusciti ad integrarsi nel territorio diventando parte integrante della vita di quartiere. Ne è un bellissimo esempio il Teatro Tor Bella Monaca di Roma, come ci spiega il direttore artistico, l'attore Alessandro Benvenuti.

Servono, tuttavia, altre iniziative per far vivere il teatro. Prima fra tutti, secondo gli addetti ai lavori, è rivolgere l'attenzione alla drammaturgia contemporanea. Secondo lo scrittore Curzio Maltese, inoltre, si dovrebbe creare un movimento europeo che tuteli i diritti della cultura.

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