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Il Salone dell'auto di Ginevra riaccende i motori grazie al Qatar

Nel febbraio 2020 era praticamente tutto pronto a Ginevra per accogliere i visitatori del Salone. Poi è sopraggiunta la pandemia. Keystone / Salvatore Di Nolfi

In grosse difficoltà finanziarie a causa della pandemia, la manifestazione ginevrina è salva grazie a un'intesa con l'ente turistico dell'emirato.

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 agosto 2021 - 13:14
Keystone-ATS/mar

Cancellato per due anni di fila, il Salone internazionale dell'auto di Ginevra si trovava con l'acqua alla gola. Il partenariato siglato con il Qatar permetterà all'esposizione ginevrina di continuare ad esistere.

Concretamente, per dieci anni gli organizzatori offriranno le proprie competenze ai qatarioti per allestire un evento parallelo a Doha ogni due anni e in cambio riceveranno un sostegno finanziario, il cui importo non è stato svelato.

"La prima edizione del Qatar Geneva International Motor Show è prevista per l'autunno 2022 o 2023. Le date definitive saranno confermate nelle prossime settimane. L'evento si terrà poi ogni due anni", ha indicato il Geneva International Motor Show (GIMS) in un comunicato.

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Prossima edizione nel febbraio 2022

Nel frattempo, gli espositori e gli appassionati di belle auto potranno incontrarsi di nuovo al prossimo salone di Ginevra dal 19 al 27 febbraio 2022.

Gli organizzatori del Salone dell'automobile di Ginevra, uno dei più grandi eventi del settore che di solito attira più di 600'000 persone ogni anno per dieci giorni a marzo, erano stati costretti come detto a cancellare le edizioni 2020 e 2021.

Nel marzo 2020, avevano chiesto al Cantone di Ginevra un sostegno finanziario per coprire le perdite causate dall'annullamento della manifestazione - stimate in 11 milioni di franchi svizzeri (10 milioni di euro) - e, nella speranza poi, di preparare l'edizione 2021.

All'inizio di giugno 2020, le autorità ginevrine avevano approvato un prestito di 16,8 milioni di franchi svizzeri. Ma gli organizzatori del Salone alla fine lo hanno rifiutato, considerando che le condizioni del prestito non offrivano una garanzia di stabilità finanziaria a lungo termine.

In seguito era poi stata paventata una vendita del Salone, che però non è mai andata in porto.

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