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Il nipote del Negus Selassié in carcere a Lugano

Un vecchio titolo del tesoro emesso dallo Stato tedesco analogo a quelli trafficati dall'indagato. Keystone / Barov

Si trova dietro le sbarre in Ticino il nipote dell'ultimo re etiope Hailé Selassié. L'uomo è stato arrestato ed estradato in Svizzera a metà settembre per una sospetta truffa milionaria perpetrata ai danni di tre imprenditori ticinesi.

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 settembre 2021 - 21:39
tvsvizzera.it/spal

Il "principe" africano venne denunciato nel 2017 dalle tre vittime, che sull’arco di diversi anni gli avevano affidato denaro per un totale di oltre 10 milioni di franchi.

I soldi sarebbero dovuti servire a finanziarie una trattativa che il principe sosteneva di avere avviato con lo Stato tedesco per l’incasso di vecchi bond, obbligazioni emesse dalla Germania dopo la prima Guerra Mondiale, nel 1922, per rispettare gli impegni assunti con il Trattato di Versailles.

Il valore dei titoli ammonterebbe a miliardi, secondo l'indagato, grazie ai quali avrebbe poi garantito una lauta ricompensa ai finanziatori dell’operazione. Stanchi di aspettare, i tre imprenditori si rivolsero però al ministero pubblico a Lugano. Di qui l’inchiesta e l’ordine di arresto internazionale, eseguito in giugno.

Le accuse ipotizzate sono quelle di truffa e falsità in documenti. Da parte della difesa, per ora, nessun commento. “Il mio cliente respinge gli addebiti”, si è limitato a dichiarare l’avvocato Emanuele Stauffer.

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