La televisione svizzera per l’Italia

Il governo rassicura: non ci sono rifugiati di serie A e rifugiati di serie B

Karin Keller-Sutter
Karin Keller-Sutter. Ā© Keystone / Ennio Leanza

Lo statuto di protezione S, ha asserito oggi Keller-Sutter, assicura innanzitutto che il sistema non crolli di fronte all'enorme numero di persone in arrivo.

La consigliera federale Karin Keller-Sutter non vede alcuna disparitĆ  nel trattamento dei rifugiati ucraini rispetto ad altri. Inoltre la ministra responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia non esclude che la solidarietĆ  della Svizzera possa diminuire “nel caso in cui dovessero arrivare ancora più rifugiati e le autoritĆ  non dovessero svolgere il loro lavoro”.Ā 

Lo statuto di protezione S, applicato per la prima volta, assicura innanzitutto che il sistema non crolli di fronte all’enorme numero di persone che cercano protezione, ha detto Keller-Sutter oggi alla trasmissione “TagesgesprƤch” della radio svizzerotedesca SRF. Inoltre, la grande maggioranza di queste persone, che non si considerano come rifugiate bensƬ come sfollate, ha la ferma intenzione di tornare in Ucraina.

Con lo statuto di protezione ĆØ rilasciato un libretto S, valido per un anno, ma prorogabile. Dopo almeno cinque anni di soggiorno, i titolari dello statuto S ottengono un permesso B di durata limitata fino alla revoca della protezione temporanea.

I titolari dello statuto S possono viaggiare all’estero e tornare in Svizzera senza autorizzazione ed esercitare un’attivitĆ  lucrativa (anche indipendente) senza periodo di attesa.

Tutta una serie di domande e risposte in merito alla procedura da applicare sono disponibili sul sito della Segreteria di Stato della migrazioneCollegamento esterno (SEM).

Queste persone sono minacciate collettivamente. Non bisogna confondere le situazioni. A questo proposito, Keller-Sutter non vede alcuna disparitĆ  di trattamento o trattamento preferenziale dei rifugiati ucraini rispetto ad altri rifugiati che vengono in Svizzera. In linea di principio, la prassi elvetica in materia di asilo continua a basarsi su un esame caso per caso, ha sottolineato.

Alla domanda se non tema che la grande solidarietĆ  in Svizzera possa presto attenuarsi, Keller-Sutter ha detto che secondo lei il rischio c’ĆØ soprattutto se dovessero giungere in Svizzera molti più dei 50’000 rifugiati previsti e le autoritĆ  non facessero il loro lavoro.

“Se vogliamo mantenere la solidarietĆ  tra sei mesi o un anno e rimanere credibili a medio termine, dobbiamo essere in grado di rendere conto di chi ĆØ venuto in Svizzera e nello spazio Schengen. In questo senso, siamo in bilico tra la protezione delle vittime e la sicurezza.

Per poter affrontare la situazione, ĆØ fondamentale che tutte le autoritĆ , gli uffici e le organizzazioni coinvolti siano tolleranti tra loro. “A volte dobbiamo anche chiudere un occhio e sostenerci a vicenda, altrimenti non possiamo assolvere il compito”.

Keller-Sutter ha negato di aver cambiato opinione dai tempi in cui era ministra di giustizia nel cantone di San Gallo, dove era considerata più dura. “Non sono cambiata”.

Tuttavia, ha riconosciuto che la guerra nel centro dell’Europa, che non era ritenuta possibile, “ci riguarda tutti”. Molte persone in Svizzera hanno quindi la sensazione che “potremmo essere anche noi”. La situazione tocca particolarmente perchĆ© circa la metĆ  dei bambini di un intero paese sono rifugiati. Sono persone particolarmente vulnerabili.

Nel TG odierno, un approfondimento su come ĆØ evoluto il punto di vista su chi cerca rifugio in Svizzera:

Contenuto esterno




Articoli più popolari

In conformitĆ  con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Se volete segnalare errori fattuali, inviateci un’e-mail all’indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della SocietĆ  svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della SocietĆ  svizzera di radiotelevisione SRG SSR