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Il confine italo-svizzero, tra leggenda, storia e fantasia

Da Mendrisio a Como, dalla Valle Maggia a Milano: nei libri di Carlo Silini si riscoprono miti e crude realtà del Ticino e della Lombardia del 1600.

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 aprile 2022 - 09:08

Lì, dove una volta veniva segnata con cippi di pietra la divisione tra il Ducato di Milano e i baliaggi svizzeri, è ambientata la storia raccontata da Carlo Silini nei suoi romanzi. Dopo il successo riscosso da “Il ladro di ragazze” (2015) e “Latte e sangue” (2018), alla fine del 2021, il giornalista e scrittore ticinese ha dato alla luce “Le ammaliatrici”, opera che completa la trilogia, edita da Gabriele Capelli Editore.

Tutto ha inizio da un mito locale

La narrazione di Silini vive e respira tra i ruderi abbandonati nei boschi del Mendrisiotto. Ma non solo. Inizia alle pendici del Monte San Giorgio e più precisamente dal Castello del mago di CantoneLink esterno (visibile nei primi fotogrammi della video-intervista a Silini) che, nei secoli passati, – così narra una leggenda intrisa di intrecci amorosi quanto di fatti di sangueLink esterno – avrebbe ospitato un oscuro personaggio, che rapiva ragazze del posto per segregarle in una grotta.

Note sull'autore

Carlo Silini alla premiazione dello Swiss Press Award nel 2017. © Keystone / Alessandro Della Valle

Carlo Silini è nato a Mendrisio nel 1965. Giornalista navigato e caporedattore al Corriere del Ticino, nel 2005 ha vinto il premio di “giornalista svizzero dell’anno”, attribuito dalla rivista Schweizer Journalist. Nel 2015 si è invece aggiudicato lo Swiss Press Award, il principale riconoscimento nel giornalismo svizzero, nella categoria “stampa”. Premio consegnatogli anche nel 2017, stavolta per la categoria “local”. Ha esordito come scrittore nel 2015 con il thriller storico “Il ladro di ragazzeLink esterno” (ed. Gabriele Capelli), al quale sono seguiti “Latte e sangueLink esterno” e “Le ammaliatriciLink esterno”.

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La trilogia parte proprio da questo mito, ma si fonda anche su una minuziosa ricerca storica svolta dall’autore sui costumi, la società, i luoghi e anche sul linguaggio del 1600, epoca in cui è ambientata. Attraversa il Ticino dal profondo sud alla Valle Maggia, andando anche oltre i confini: quelli geografici (di allora e odierni), ma anche oltre i confini della realtà storica, condendo e completando fonti e leggende con la fantasia dell’autore.

A Como, il racconto fa tappa al convento inquisitoriale di San Giovanni Pedemonte: un luogo che oggi non esiste più ma dove, tra il XII e il XVII secolo, venivano processate e mandate al rogo soprattutto donne accusate di stregoneria. 

Stregoneria e santità

Il terzo libro esordisce invece a Cevio, dove il fascino e il mistero del posto hanno alimentato l’immaginazione di Silini. Il paesino valmaggese dipinge infatti uno scenario perfetto per raccontare le vicissitudini del Bargniff: una via di mezzo tra un salvatore e un truffatore che non viene creduto da nessuno quando, sul ceppo che dovrà ospitare la sua esecuzione a morte, si siede a raccontare le vicende di Maria del Matè – giovane bleniese ispiratrice dei carnevali di Milano – e di Maddalena de Buziis, la Madonna-strega dei baliaggi svizzeri.

I campi di Santa Margherita di Stabio, dove abbiamo ambientato l'intervista a Carlo Silini nel video qui sopra, ospitano ancora oggi gli antichi cippi che delimitavano il confine tra il Ducato di Milano e i baliaggi elvetici. Proprio qui, la Madonna-strega raccoglie un gruppo di veri e propri fedeli, da lei ammaliati, come dice il titolo del libro, in maniere che vi lasceremo scoprire leggendo. Ed è invece a Milano (ma non solo), nella Basilica di Sant'Eustorgio, che si torna a parlare dei luoghi storici dell'inquisizione.

La conclusione della trilogia

“Le ammaliatrici” si riallaccia al racconto narrato nei primi due volumi, ma è anche un libro che può essere letto da solo. Al suo interno, protagoniste assolute sono due donne dell'epoca. Donne che forse pagano pegno per essere belle e carismatiche, o forse usano l’adulazione come un’arma potente. A voi scoprirlo in un equilibrismo – che resta vivo lungo tutte le 400 pagine – tra leggenda e storia, magia e realtà.


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