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Il commercio al dettaglio resiste grazie al web

Le vendite per corrispondenza hanno registrato un vero e proprio boom nel 2020. © Keystone / Gaetan Bally

Nel 2020, le vendite nei negozi svizzeri e su internet sono rimaste complessivamente stabili. Tuttavia, c'è chi ride e c'è chi piange.

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 febbraio 2021 - 13:17

Malgrado la pandemia e il semi-confinamento, le cifre del commercio al dettaglio non hanno subito un calo nel 2020. Anzi, seppur minimo, vi è stato un leggero aumento dello 0,1% in termini nominali e dello 0,8% in termini reali rispetto all'anno precedente.

Il dato nasconde però forti disparità settoriali, come si può notare dal seguente grafico:

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Nell'ultimo ventennio, non si erano mai registrate variazioni così importanti da un settore all'altro e da un anno all'altro. A titolo di paragone, fino a 12 mesi fa il peggior anno per il settore 'abbigliamento e calzature' era stato il 2018, quando si era però registrato un calo di solo il 6,3%. E mai nel settore della vendita per corrispondenza o attraverso internet vi era stato un aumento così consistente.

I rami maggiormente colpiti dalla crisi sono stati quelli dei distributori di benzina (-16,1% nominale), dell'abbigliamento, dei medicinali, degli orologi e della gioielleria (-12,5%), nonché degli articoli culturali e ricreativi (-7,1%). Hanno beneficiato per contro della chiusura dei negozi fisici e dell'ampio ricorso al telelavoro il commercio per corrispondenza e attraverso internet (+14,1%), le apparecchiature di informazione e comunicazione (+13,8%), nonché gli altri oggetti di uso domestico in esercizi specializzati (+2,2%).

Il solo mese di dicembre ha visto il giro d'affari del commercio al dettaglio salire (dopo le correzioni per i diversi giorni di vendita e festivi) del 3,5% su base annua e del 2,2% in rapporto a novembre. Rimanendo al confronto con lo stesso periodo del 2019 ed escludendo i distributori di benzina (dove sugli importi in gioco incide il prezzo del petrolio) l'incremento è del 5,1% (+6,2% reale). Anche nel dodicesimo mese si è osservata peraltro la tendenza che ha interessato l'intero corona-anno: il comparto alimentari ha mostrato un +13,0%, il resto un -1,3%.

Il servizio del TG:

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tvsvizzera.it/mar/ats con RSI (TG dell'1.2.2021)

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