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Il cestaio, un mestiere quasi scomparso

Intervista a due artigiani della Bregaglia, valle un tempo molto attiva nella produzione di ceste e gerle; i pochi rimasti lavorano più per diletto

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 febbraio 2016 - 22:24

Fra i mestieri che sembrano destinati a scomparire c'è anche quello del cestaio, l'artigiano che fa ceste e gerle. I pochi rimasti lavorano quasi per diletto. Il Quotidiano è andato a trovarli in Bregaglia, valle nella quale l'attività, in passato, era molto praticata.

Gustavo Pecenoni, classe 1929, è incapace di oziare. La figlia Ivana lo ha appena accompagnato nella selva castanile Brentan per fare scorta di materiale. A procurarsi le coste e le stecche si va generalmente in inverno, quando la natura riposa e l'attività rurale concede tregue.

Con la materia prima in magazzino, Gustavo può accomodarsi sulla cagna. Si chiama così l'attrezzo che morde stecche e coste [cfr. video].

Qui, cesti e gerle sono il risultato di un job-sharing. Il marito costruisce la struttura, la moglie Erna si incarica di intrecciare le stecche. Il loro mestiere è, di fatto, diventato un hobby.

A Soglio, invece, incontriamo Alberto Giovanoli-Clalüna. Più giovane, ma anch'egli pensionato, ha voluto riallacciare il contatto con una tradizione familiare.

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