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Il boom social dei sassi di Heidi Aellig

Si chiama “Un sasso per un sorriso” l'iniziativa di un'artista svizzera che vive a Recanati: dipingere dei sassi per regalare un sorriso a chi li trova. Un fenomeno che è diventato virale, conquistando l'Italia e la Svizzera, fino a giungere dall'altra parte del pianeta.

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 febbraio 2022 - 08:52
Gilberto Mastromatteo

Dipingere sassi e nasconderli in giro, per regalare un momento di felicità a chi li trova. Si chiama “Un sasso per un sorriso” l'iniziativa inventata da una signora svizzera, che vive ormai da anni in Italia, a Recanati. Heidi Aellig, sessantatré anni da Frutigen, nel Canton Berna, è un'artista autodidatta. Ha scelto proprio la città della poesia e della musica, patria di Giacomo Leopardi e di Beniamino Gigli, per lanciare la sua sfida. Un gioco che, nel giro di pochi mesi, ha riscosso un successo impensabile, raggiungendo centinaia di migliaia di persone.

Heidi Aellig. tvsvizzera.it

Oggi i membri iscritti al gruppo Facebook “Un sasso per un sorriso”Link esterno sono quasi 170 mila, provengono da ogni parte del mondo e continuano ad aumentare.

L'exploit durante la pandemia

L'iniziativa è partita nel 2019. Ad ispirare Heidi sono state alcune cacce al tesoro social, organizzate proprio in Svizzera. “Avrei voluto prendervi parte – racconta – ma sono troppo lontana. Così ho deciso di organizzare questa cosa, che vuole regalare sorrisi attraverso la decorazione di semplici sassi. All'inizio eravamo poche decine di persone. Ma poi l'iniziativa è esplosa”. Un exploit che è avvenuto soprattutto dopo l'inizio della pandemia da Covid-19. I giorni cupi del lockdown e l'impossibilità di muoversi liberamente hanno convinto molti ad aderire al gruppo e a prendere parte al gioco, che unisce un aspetto creativo a quello ludico.

I follower su Facebook sono quasi 170'000. tvsvizzera.it

Del resto, iniziare è molto semplice. Basta cercare qualche sasso. “Purché non provenga dalle spiagge”, ci tiene a precisare Heidi, che invita tassativamente i suoi sostenitori a non deturpare i litorali. Una volta raccolte, le pietre vengono decorate con colori acrilici, in modo che la pioggia non li sciolga. E il gioco è fatto.

Unica regola: divertirsi

Le poche regole base sono scritte sul gruppo Facebook: “L' obiettivo – vi si legge – è di regalare allegria e sorrisi, perché le persone hanno bisogno più che mai di positività. Disegniamo o scriviamo delle frasi sui sassi, poi facciamo loro una foto per farli vedere al gruppo.

Lasciamo i sassi in giro in posti ben visibili, per regalare un sorriso a chi li trova. Se questa persona ha Facebook, sarebbe carino se pubblicasse nel gruppo la foto del sasso trovato. Dietro ogni sasso scriviamo: 'Un sasso per un sorriso – originale – Gruppo Facebook'. Buon divertimento”.

Il gruppo vanta già decine di imitazioni. E altrettanti sono i media che, in Italia come in Svizzera, hanno dedicato spazio a questo singolare fenomeno.

Il libro nato a seguito del successo dell'iniziativa. tvsvizzera.it

Nato per scherzo, con l'idea di allietare qualche bambino, “Un sasso per un sorriso” oggi riscuote proseliti in Italia e in Svizzera, ma persino nel resto d'Europa, negli Stati Uniti e finanche in Australia. Alcune delle decorazioni sono delle vere e proprie opere d'arte, altre solo delle sperimentazioni. Ma ognuna a suo modo contribuisce alla catena della felicità lanciata da Heidi.

Un sorriso per i piccoli in ospedale

Al gruppo social, poi, si è di recente sommata un'iniziativa editoriale. Il libro, scritto da Heidi Aellig e accompagnato dalle illustrazioni di Giulia D'AgostiniLink esterno, si chiama per l'appunto “Un sasso per un sorriso” ed è in libreria per i tipi di Girasogni. Una parte del ricavato della vendita del libro sarà donata alla Fondazione “Dottor sorriso onlus”Link esterno, che con i suoi clown e i suoi giocolieri si impegna da anni per portare un po' di buon umore ai bambini che si trovano ricoverati negli ospedali.

Dall'iniziativa di Heidi Aellig è nato un libro i cui proventi saranno in parte devoluti alla Fondazione “Dottor sorriso”. tvsvizzera.it

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