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I segreti della Lettera 22

Alcune antenate della Lettera 22 prodotte dalla casa di Ivrea. Keystone / Str

La macchina da scrivere portatile della Olivetti fu un successo planetario e segnò un'epoca.

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 settembre 2021 - 10:19
tvsvizzera.it/spal

I più giovani non se lo ricordano il classico ticchettio delle vecchie macchine da scrivere che facevano da sottofondo negli uffici e nelle redazioni. Scrittori famosi non l'hanno abbandonata nemmeno quando si sono affermati prepotentemente i personal computer (con relative stampanti). Eppure la Lettera 22 dell'Olivetti ha segnato un'epoca.

Iconica l'immagine in bianco nero dell'inviato Indro Montanelli che in un corridoio del Corriere della Sera scrive un articolo con la Lettera 22 sulle ginocchia. Ma sono numerosi scrittori e giornalisti che non se ne potevano separare.

Progettata dall'architetto da Marcello Nizzoli la Lettera 22 fu prodotta dal 1950 al 1965 nello stabilimento torinese dell'Olivetti. Alcuni modelli sono tuttora esposti nei più prestigiosi musei di design e arte contemporanea.

Nel servizio della trasmissione Cult+ della Rsi la designer Giorgia Brusemini illustra l'importanza di un apparecchio che ha connotato mezzo secolo, in particolare il secondo dopo guerra.  

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