Esplosioni in Libano I morti a Beirut sono ormai più di cento

vista su paesaggio costellato da macerie

La zona del porto di Beirut si presentava così all'indomani dell'esplosione.

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È salito ad oltre cento morti e migliaia di feriti il bilancio delle due esplosioni che martedì hanno squassato Beirut. All'origine delle deflagrazioni vi è un deposito in cui erano immagazzinate tonnellate di nitrato di ammonio, secondo le autorità.

Tra le rovine ancora fumanti nella zona attorno al porto di Beirut, i soccorritori sono all'opera mercoledì per cercare di ritrovare eventuali vittime sepolte sotto le macerie.

Le due enormi esplosioni verificatesi martedì a fine pomeriggio hanno causato la morte di almeno cento persone e il ferimento di altre 4'000, stando alle ultime stime della Croce Rossa. Gli ospedali della capitale, già colpita dalla pandemia di Covid-19, sono saturi.

Le deflagrazioni sono state talmente potenti da essere sentite fino a Cipro, a più di 200 chilometri di distanza. I sensori dell'Istituto americano di geofisica hanno registrato una scossa pari a quella di un terremoto di magnitudo 3,3.

Beirut il giorno dopo, servizio del TG:

Nitrato di ammonio

Secondo le autorità, a provocare le esplosioni è stato un incendio divampato in un deposito dove erano immagazzinate "senza misure precauzionali" ben 2'750 tonnellate di nitrato di ammonio, sequestrate sei anni fa su una nave.

Il nitrato di ammonio, una sostanza usata nella composizione di alcuni fertilizzanti ma anche negli esplosivi, si presenta come un sale bianco e inodore. "È molto difficile da bruciare e non è facile da fare detonare", ha spiegato all'Agence France Press Jimmie Oxley, professore di chimica all'Università di Rhode Island. L'esplosione può avvenire solo attraverso la contaminazione con un'altra sostanza incompatibile e con una fonte intensa di calore. L'immagazzinamento deve essere fatto seguendo regole ben precise e isolando il nitrato di ammonio da liquidi infiammabili, corrosivi o materie solide che sprigionano un forte calore in caso di incendio

Il nitrato di ammonio ha già causato diversi incidenti industriali, tra cui l'esplosione nello stabilimento AZF di Tolosa nel 2001. L'esplosione di 300 tonnellate di questa sostanza aveva causato la morte di 31 persone nella città francese. Nel 2013, uno stock di nitrato di ammonio era invece deflagrato in una fabbrica di fertilizzanti nel Texas, a causa di un incendio criminale. I morti erano stati 15. Il primo grave incidente segnalato avvenne invece nel 1921 a Oppau, in Germania, in una fabbrica della Basf. La deflagrazione fece allora 561 vittime.

La testimonianza di una ticinese che vive nella capitale libanese:

Solidarietà internazionale

In seguito all'incidente, molti paesi hanno offerto assistenza al Libano. La Francia invierà diverse tonnellate di attrezzature mediche e un distaccamento della protezione civile.

Anche la Svizzera ha espresso la sua solidarietà e il ministro degli esteri Ignazio Cassis ha offerto l'aiuto della Confederazione.

Da segnalare inoltre che l'ambasciatrice svizzera nella capitale libanese è rimasta leggermente ferita nell'esplosione e che l'edificio nei quali si trovano la sede diplomatica e la residenza dell'ambasciatrice sono rimaste gravemente danneggiate.

tvsvizzera.it/mar/afp con RSI

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