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I lottatori si sfidano per un toro alla festa federale a Pratteln

Due lottatori incitati dal folto pubblico di Pratteln. © Keystone / Urs Flueeler

Si è aperta sabato a Pratteln, nel Canton Basilea Campagna, la festa federale di lotta svizzera e dei giochi alpestri 2022, appuntamento che richiama imponenti folle entusiaste.

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 agosto 2022 - 20:05
tvsvizzera.it/spal con Keystone-ATS

Incuranti delle temperature piuttosto fresche i 50'900 spettatori hanno cantato con fervore alle ore 7.50 l’inno elvetico, che ha preceduto l’avvio delle gare.

I 274 lottatori provenienti dalle diverse federazioni sono entrati, tra gli applausi del pubblico, nell’arena sportiva, la più estesa della Confederazione con i suoi 15'000 m2 distribuiti nei sette campi di gara, cosparsi di 245 m3 di segatura.

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Alle 8.00 sono iniziate le eliminatorie cui hanno partecipato i lottatori che si sono concluse nel tardo pomeriggio. Sono quindi seguite le competizioni del lancio della pietra di Unspunnen. La giornata decisiva per l'attribuzione del titolo di "re dei lottatori" sarà domenica, dalle 7.45 alle 17, al termine della quale sarà consegnato, come da tradizione, un toro al vincitore. La festa federale di lotta svizzera e dei giochi alpestri è uno degli eventi popolari più seguiti in assoluto nella Confederazione e viene organizzata ogni tre anni.

Le ombre del conflitto ucraino a Pratteln

A margine della manifestazione si è però verificato un “incidente” diplomatico che ha provocato numerose polemiche. Durante la cerimonia di apertura è comparsa una Zeta, simbolo delle forze armate russe che hanno invaso l’Ucraina, tra un gruppo di donne russe vestite con costumi tradizionali che marciavano in corteo.

L’ambasciatore ucraino, che era stato invitato alla festa federale, ha fatto sapere di aver rinunciato a prendere parte all’evento per questo motivo. Da parte loro gli organizzatori hanno condannato l’episodio. La portavoce della Festa federale Marion Tarrach ha precisato che “su oltre 4'000 partecipanti, una persona ha ovviamente usato la situazione per i propri scopi politici. Come associazione politicamente e religiosamente neutrale, prendiamo le distanze da questo incidente”.

Una tradizione che risale a parecchi secoli fa

Le origini della lotta svizzera non sono chiare ma risalgono comunque a tempi antichi. Nel corso del tempo, da lotta fra pastori è diventata sport in piena regola con associazioni sparse in tutta la Confederazione. La disciplina è diffusa soprattutto negli ambienti rurali della Svizzera germanofona, ma nel tempo ha interessato molto anche la Romandia e, anche se in misura minore, la Svizzera italiana.

Gli incontri coinvolgono due lottatori e si svolgono in un’area circolare, dal diametro che può arrivare fino a 14 metri, cosparsa di segatura. I partecipanti, sopra i vestiti, indossano pantaloni di iuta e solo da questi gli avversari possono afferrarsi con lo scopo di mandarsi al tappeto a vicenda. Non può mancare, inoltre, la classica camicia colorata, di solito senza colletto (tipica dei mestieri alpestri).

La vittoria viene decretata quando uno dei due combattenti riesce a sbilanciare l’avversario, facendolo cadere con entrambe le spalle che toccano il suolo, continuando ad afferrare almeno con una mano i pantaloni. La tradizione vuole poi che, al termine dell’incontro, il vincitore pulisca le spalle dell’avversario con qualche pacca. Non esistono classi di peso: la mole aiuta, ma non sempre è sufficiente.

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