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I Campi Flegrei si preparano al peggio

cratere nei campi flegrei
Il Vesuvio non preoccupa tanto quanto i terremoti sempre più frequenti nella zona. Keystone / Ciro Fusco

Aumentano le scosse telluriche nei Campi Flegrei (vicino a Napoli) e con esse la preoccupazione di un'eruzione.

Il mezzo milione di abitanti dei Campi Flegrei, zona vulcanica intorno a Napoli, è preoccupato per le forti scosse di terremoto registrate nelle ultime settimane (la più alta è stata di 4,2 sulla scala Richter, non succedeva da 40 anni). Si teme che in futuro si possa verificare anche un’eruzione del super-vulcano, che è esploso l’ultima volta il 29 settembre 1538. Il Governo ha varato ora un decreto per potenziare il sistema di allerta.

In una delle case con vista vulcano di Pozzuoli vive Ciro Monti, che ha detto ai microfoni della Radiotelevisione della Svizzera italiana RSI che gli abitanti della zona stanno vivendo momenti di tensione, ma che non sono, per il momento, arrivate indicazioni. “C’è un vecchio piano con vecchie indicazioni, che però dovrebbero essere aggiornate”.

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Campi Flegrei viene dal greco e significa “campi ardenti”. Non a caso: nel sottosuolo, magma e gas hanno continuamente trasformato il territorio.

“Il numero di terremoti è in progressivo aumento già da qualche anno”, ha dichiarato il direttore dell’Osservatorio vesuviano INGV Mauro Di Vito, ma gli scenari presi in considerazione sono tanti. Il suolo mostra che le rocce “si stanno deformando per effetto della pressione di una sorgente profonda. Queste rocce si deformano, si rompono e generano così un terremoto”. Gli scenari presi in considerazione dagli esperti ed esperte sono numerosi. “Non possiamo escludere un’eruzione”, prosegue Di Vito. 

Attualmente il livello è “solo” di preallarme, ma gli e le abitanti devono sapere come comportarsi in caso di emergenza. Attualmente, però, molte e molti lamentano una mancanza d’informazioni. Ragione per la quale il Governo ha deciso di definire un nuovo piano di evacuazione entro tre mesi.

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