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I 100 giorni di guerra

Bambino su altalena davanti alle macerie
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Siamo al centesimo giorno di guerra. Una guerra d'usura in cui la Russia, seppur lentamente, avanza. L'Ucraina - ha detto il presidente Zelensky - ha perso ben il 20% del suo territorio.

Il 20% dell’Ucraina è in mani russe. Dopo cento giorni di guerra, il bilancio del presidente Volodymyr Zelensky disegna la nuova mappa di un paese smembrato dalla potenza di fuoco riversata da Mosca.

“L’esercito russo ha già distrutto quasi l’intero Donbass ucraino ed è pronto a continuare a uccidere. Il Donbass era uno dei centri industriali più potenti d’Europa. Ora è semplicemente devastato”, ha detto parlando di almeno 2’603 insediamenti controllati dal nemico: “Guardiamo Mariupol: c’era mezzo milione di persone e adesso non sappiamo esattamente quanti cittadini siano stati uccisi dagli occupanti. Almeno decine di migliaia”.

La linea del fronte si estende oggi per più di mille chilometri, dal Donbass alla fascia costiera, con oltre 550 missili da crociera Iskander e Kalibr sparati contro il territorio ucraino dall’inizio del conflitto. 

“Dobbiamo difenderci contro quasi tutto l’esercito russo. Tutte le formazioni russe pronte al combattimento sono coinvolte in questa aggressione”, ha spiegato ancora il leader di Kiev, sottolineando anche le sofferenze della popolazione nei territori presi da Mosca, accusata di aver “deportato” più di un milione e mezzo di persone, tra cui 200’000 bambini. 

Quasi 31’000 i soldati russi morti

Le perdite dell’invasore, sempre secondo i dati forniti dall’esercito di Kiev (Mosca infatti non li fornisce), sono di circa 30’950 soldati russi uccisi in Ucraina nei primi 100 giorni.

Nel suo aggiornamento sulle perdite subite finora da Mosca, l’esercito ucraino indica che si registrano anche 210 caccia, 175 elicotteri e 535 droni abbattuti.

Inoltre le forze di Kiev affermano di aver distrutto 1367 carri armati russi, 675 pezzi di artiglieria, 3366 veicoli blindati per il trasporto delle truppe, 121 missili da crociera e 13 navi.

L’analisi dell’esperto nel servizio odierno del TG:

Contenuto esterno

NATO: “Sarà una guerra di usura”

Un conflitto che, secondo il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, durerà ancora a lungo, diventando una “guerra di usura”.

ONU: “Non ci saranno vincitori”

La guerra in Ucraina “non avrà vincitori”: lo afferma l’Onu nel centesimo giorno dell’invasione russa. “Questa guerra non ha e non avrà vincitori. Piuttosto, abbiamo assistito per 100 giorni a ciò che è stato perso: vite, case, lavoro e prospettive”, ha affermato in un comunicato Amin Awad, Segretario generale aggiunto e coordinatore Onu delle crisi per l’Ucraina.

“Abbiamo bisogno di pace. La guerra deve finire”, ha detto Awad. L’invasione russa lanciata il 24 febbraio “ha messo a dura prova la popolazione civile”, ha sottolineato parlando di “distruzioni, devastazioni in città e villaggi” ma anche di “vite, case, posti di lavoro e opportunità perse”.

Gli ultimi sviluppi

Il conto delle città cadute è destinato ad aggiornarsi ancora con l’assedio nella regione di Lugansk. Il primo obiettivo dell’offensiva resta la presa di Severodonetsk, che secondo il governatore regionale di Lugansk Serhiy Gaidai è ormai all’80% controllata dai russi. Una presenza che si allarga ogni giorno a macchia d’olio, con tentativi di sfondamento “da tutte le direzioni”. 

A frenare una conquista che appare imminente potrebbero essere però ancora una volta i bunker nei sotterranei di un sito industriale, come accaduto per oltre 80 giorni con l’acciaieria Azovstal a Mariupol. Nei rifugi antiaerei della fabbrica chimica Azot, tra le più grandi d’Europa, restano nascoste 800 persone, compresi alcuni bambini. “Ci sono abitanti a cui era stato chiesto di lasciare la città, ma hanno rifiutato. Ci sono anche bambini, ma non molti”, ha spiegato ancora il governatore. 

La loro uscita dai tunnel appare complessa, considerato che le evacuazioni sono già bloccate da giorni per i circa 12’000 cittadini rimasti a Severodonetsk ed eventuali blitz comportano rischi per le sostanze chimiche stoccate nel sito.

I raid di Mosca continuano nel frattempo in tutto il paese. Intanto Kiev continua a fare i conti con le tensioni politiche interne con parte degli esponenti filorussi. La magistratura ha completato le indagini sull’oligarca Viktor Medvedchuk, catturato ad aprile dopo la fuga dagli arresti domiciliari nei primi giorni della guerra, accusato di alto tradimento a favore di Mosca. L’ex deputato ucraino d’opposizione dovrà ora affrontare un processo in cui rischia fino a 15 anni di carcere e la confisca del patrimonio, stimato lo scorso anno dall’edizione locale di “Forbes” in oltre 620 milioni di dollari.

 

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