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Un prete accoltellato a morte a Como

Davanti alla parrocchia di San Rocco si sono rapidamente riunite molte persone sgomente. RSI

Don Roberto Malgesini, un prete conosciuto per l'impegno profuso per venire in aiuto ai senzatetto e ai migranti, è stato ucciso martedì mattina nella città lariana.

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 settembre 2020 - 14:34

A sferrare le coltellate mortali è stato un senzatetto di origini straniere con problemi psichici che si è poi costituito ai carabinieri.

Il fatto di sangue è avvenuto attorno alle 7.00 in Piazza San Rocco, sotto la casa dove abitava il parroco, originario della Valtellina. I soccorritori intervenuti sul posto non hanno potuto che constatare il decesso. Ignote per ora le ragioni dell'aggressione.

Non è la prima volta che Como vive una vicenda simile. Nel 1999 a Ponte Chiasso, a due passi dalla frontiera svizzera, il parroco don Renzo Beretta venne ucciso a coltellate sul sagrato della chiesa da un immigrato che era venuto a chiedergli dei soldi.

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Don Roberto Malgesini, 51 anni, era una personalità molto conosciuta nella città lariana. Da anni, il prete, che apparteneva alla parrocchia di San Bartolomeo, era in prima linea per assistere i senzatetto, gli emarginati e gli stranieri bisognosi.

In particolare, si occupava della coordinazione di un gruppo di volontari che ogni giorno portano la colazione a queste persone in situazione di marginalità.

Recatosi a San Rocco appena appresa la notizia, il vescovo della Diocesi di Como, monsignor Oscar Cantoni, ha espresso "profondo dolore e disorientamento per quanto accaduto", ma anche "orgoglio verso questo prete, che ha da sempre lavorato sul campo fino a dare la sua vita per gli ultimi".

Dopo l'omicidio, molte persone - tra cui tanti stranieri - si sono riunite davanti alla parrocchia. "Per me era come un padre - racconta all'Ansa Gabriel Nastase, 36 anni - quando sono arrivato dalla Romania, solo, senza casa e lavoro, è stato lui il primo ad aiutarmi, poi ho trovato un'occupazione ma con lui sono sempre rimasto in contatto. Se avevo bisogno di medicine, di essere accompagnato per una visita, chiamavo lui. Non meritava di morire così, spero ci sia giustizia".

"Io venivo qui tutte le mattine per prendere qualcosa da mangiare - aggiunge un giovane ghanese seduto sui gradini della chiesa - anche stamattina sono arrivato alle 7:30 e ho visto un corpo per terra ma non mi hanno fatto avvicinare. Solo dopo ho saputo che era Don Roberto: per me oggi è una giornata molto triste, non me la sento neppure di mangiare".

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tvsvizzera.it/mar/ansa con RSI (TG  del 15.9.2020)

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