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Crisi internazionali e nuove minacce preoccupano Berna

Nuove e vecchie minacce, presentato a Berna il rapporto sulla politica di sicurezza. Keystone / Jean-christophe Bott

Attacchi informatici, campagne di disinformazione coordinate e instabilità alla periferia dell'Europa minacciano anche la Svizzera, secondo quanto emerge dal rapporto sulla politica di sicurezza pubblicato dal governo federale.

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 aprile 2021 - 16:48
tvsvizzera/ats/spal con RSI (Tg del 29.4.2021)

Il documento, in consultazione fino al 18 di agosto, contiene tutta una serie di misure finalizzate a contrastare i nuovi e i vecchi pericoli, tra cui anche i rischi legati al cambiamento climatico e alle aumentate pretese egemoniche degli Stati sul piano geopolitico.

 "La situazione in materia di sicurezza è diventata più instabile a livello mondiale, Europa compresa", ha dichiarato davanti ai media la consigliera federale Viola Amherd.

Un fenomeno che si riscontra ora anche ai confini del Vecchio continente e che per questa ragione "è diminuito l'effetto protettivo del contesto geografico e politico", ha spiegato il capo della politica di sicurezza del Dipartimento federale della difesa (Ddps) Palvi Pulli.

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Il rischio di conflitti armati in queste zone oggi è diventato reale e qualora questo scenario dovesse concretizzarsi, la Svizzera potrebbe essere oggetto di attacchi informatici, sabotaggi, disinformazione, sovversione, uso improprio del suo territorio per supporto logistico e spionaggio e la stessa incolumità dei cittadini svizzeri nelle zone di conflitto non sarebbe garantita. 

Inoltre, la pandemia ha messo a nudo la vulnerabilità del paese ai disastri e alle emergenze, ha affermato la consigliera federale vallesana e il rischio che tali eventi si ripetano nei prossimi anni è in crescita: "Il mondo è molto più interconnesso di 20 anni fa, il pericolo è molto più grande". Per questo motivo bisognerà moltiplicare gli sforzi nei prossimi anni per accrescere soprattutto le capacità di approvvigionamento.

Negli ultimi tempi è stato osservato anche un aumento degli attacchi informatici a scopo di spionaggio da Russia, Cina e Iran mentre sul fronte del terrorismo internazionale permane la manaccia jihadista, come hanno dimostrato gli attacchi di Morges (Vaud) e Lugano (Ticino), anche se la Confederazione sembra continuare a a essere un obiettivo secondario.

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