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Governo, a fine anno se ne va anche Sommaruga

Simonetta Sommaruga in partenza.
Il 7 dicembre il Governo sarà rinnovato per sue settimi. © Keystone / Michael Buholzer

Dopo l’UDC (destra) Ueli Maurer anche la consigliera federale socialista si appresta, dopo 12 anni, a lasciare l’esecutivo federale, a causa dei problemi di salute del marito.

Nel corso di una conferenza stampa a Berna Simonetta Sommaruga ha comunicato ai media di aver “informato stamattina (mercoledì) la presidente del Consiglio nazionale e i colleghi di governo”, della sua decisione “improvvisa” e anticipata rispetto a “quanto inizialmente previsto” di lasciare il governo.

 “Mio marito ha avuto in ictus, è stato uno shock”, ha detto Sommaruga visibilmente emozionata per l’ospedalizzazione del coniuge una decina di giorni fa.

Nata il 14 maggio 1960 a Zugo, Simonetta Sommaruga è cresciuta a Sins, nel Canton Argovia, Ha ottenuto il diploma di pianoforte a Lucerna e intrapreso studi in lettere all’Università di Friburgo. In politica ha mosso i primi passi provenendo dalla Fondazione per la protezione dei consumatori (Stiftung für Konsumentenschutz). È entrata nel Consiglio comunale a Berna tra le file del PS nel 1981 e alle Camere federali – prima al Nazionale e poi agli Stati – nel 1999. Nel 2010, in seguito alle dimissioni dell’allora ministro dei trasporti Moritz Leuenberger, Sommaruga annuncia la sua candidatura al Consiglio federale e il gruppo parlamentare PS la candida ufficialmente al Governo assieme a Jacqueline Fehr, sulla quale avrà la meglio, al quarto turno (con 159 voti su 240 schede valide), risultando quindi eletta, il 22 settembre 2010, in Consiglio federale.
Simonetta Sommaruga è sposata con lo scrittore 78enne Lukas Hartmann e vive nella capitale.

Due volte presidente della Confederazione

La ministra socialista, entrata in Governo nel 2010, ha diretto per otto anni il Dipartimento federale di giustizia e polizia per poi passare a quello dell’ambiente dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni. Ha ricoperto la carica di presidente della Confederazione nel 2015 e nel 2020 e in precedenza era stata parlamentare a Berna per 11 anni, 4 al Consiglio Nazionale e 7 agli Stati.

Negli ultimi dodici anni, ha detto la responsabile del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC), “ho condotto una vita in cui la carica di consigliera federale ha sempre avuto la massima priorità” ma quanto accaduto in famiglia la costringe a cambiare le priorità e “non è più possibile ora fare quello che facevo prima”. Sommaruga ha anche evocato i primi otto anni trascorsi al Dipartimento di giustizia e polizia (DFGP) e il suo contributo in dossier trattati, come la parità salariale, le quota rosa nelle aziende e la politica famigliare di cui si è detta “felice di averli portati davanti al Parlamento”.

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Mentre riguardo alla sua più recente esperienza al DATEC ha ricordato quanto fatto dal Consiglio federale sull’attuale crisi energetica e sottolineato l’importanza di continuare a puntare sulle rinnovabili. “È stato un privilegio essere membro di un Governo come questo”, ha poi aggiunto alludendo alla collegialità in seno all’esecutivo. “Sono sempre stata convinta che l’intelligenza collettiva sia la più preziosa, è questo che rende davvero forte il nostro Paese”, ha precisato.

In merito invece ai numerosi attacchi giunti dalla destra (UDC) la consigliera federale uscente ha sostenuto che ciò fa parte del gioco. “Chi non accetta le critiche non può fare politica”, ha detto pur riconoscendo che i toni si sono inaspriti negli ultimi anni.

La corsa alla successione

Dopo l’annuncio delle dimissioni della titolare del DATEC è subito partita, come succede sempre in questi casi, la caccia al o alla possibile subentrante. E in base ai primi commenti appare chiaro che, in base ai delicati equilibri regionali e culturali della Confederazione, si tratterà di un o una rappresentante dell’area germanofona e del Partito Socialista.

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I vertici dei Verdi, formazione più accreditata a entrare in Consiglio federale, hanno fatto già sapere che non intendono partecipare alla corsa per la successione di Simonetta Sommaruga, dal momento che a loro giudizio il partito sovrarappresentato nell’esecutivo è il PLR (liberali radicali).

I nomi delle probabili candidature

Tra i possibili candidati e candidati del Ps figurano diversi politici provenienti dal cantone di Sommaruga (Berna): le consigliere nazionali Flavia Wasserfallen e Nadine Masshardt, il consigliere nazionale Matthias Aebischer, nonché la consigliera di Stato Evi Alleman. Ma sono stati spesso citati in passato anche i nomi della consigliera nazionale Priska Seiler-Graf (Zurigo) e dei consiglieri di Stato Eva Herzog (Basilea Città) e Daniel Jositsch (Zugo).

In proposito la direzione del Partito Socialista ha affermato l’intenzione di presentare all’Assemblea federale il 7 dicembre, quando sarà designato il successore, un ticket composto da due donne. I nomi saranno definiti dal partito il 26 novembre.

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Lavori in corso anche in casa UDC

Da notare che con l’imminente uscita di scena di Simonetta Sommaruga diventano due i seggi vacanti in Consiglio federale. Poco più di un mese fa, il 30 settembre, anche il ministro delle finanze Ueli Maurer aveva annunciato la sua partenza per fine anno e già cinque candidati e candidate dell’UDC hanno espresso la loro disponibilità a sostituirlo: il consigliere nazionale Albert Rösti (Berna), il consigliere agli Stati Werner Salzmann (Berna), l’ex consigliere nazionale Hans-Ueli Vogt (Zurigo) e i consiglieri di Stato Michèle Blöchliger (Nidvaldo) e Heinz Tännler (Zugo).

La commissione interna del partito di maggioranza relativa si esprimerà entro l’11 novembre sui nomi da presentare al gruppo parlamentare alle Camere federali che a sua volta comunicherà la sua decisione per il 18 di novembre.

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