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Gli svizzeri sfruttano poco i trasporti pubblici

Tra le misure proposte: limitare il traffico motorizzato Keystone / Pablo Gianinazzi

L’Unione dei trasporti pubblici (UTP) svizzera ha presentato 38 misure per aumentare il numero di utenti, proponendo un migliore servizio, nuove offerte e restrizioni per il traffico motorizzato.

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 giugno 2021 - 21:16
tvsvizzera.it/mrj con Keystone-ATS

I confederati usano poco i trasporti pubblici, rispetto al resto del mondo: li usano per il 13% (numero di tragitti effettuati) e il 28% (distanza percorsa) dei propri spostamenti. Dati che stagnano da dicversi anni e che la pandemia non ha migliorato, anzi: ha portato a un calo di queste cifre. Secondo uno studio, le proposte dell’Unione potrebbero far aumentare la percentuale della distanza percorsa al 40%.

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Le misure mirano da una parte ad aumentare la frequenza dei collegamenti e il numero delle fermate, dall’altra a rendere i prezzi più flessibili. In particolare, per quanto riguarda il tempo libero: “I treni sono occupati durante la settimana, ma durante i week end c’è molto posto e abbiamo numerose offerte che permettono alla gente di lasciare l’automobile a casa”, spiega Il presidente dell’Unione dei trasporti pubblici Renato Fasciati.  

“Non vogliamo rendere la vita difficile agli automobilisti, ma se vogliamo dare un’opportunità ai trasporti pubblici, i mezzi non devono restare bloccati nel traffico. Abbiamo bisogno di corsie apposite. Dall’altra parte vogliamo dare agli automobilisti la possibilità di cambiare mezzo di trasporto, quindi abbiamo bisogno di parcheggi negli snodi centrali”, aggiunge dal canto suo Ueli Stückelberger, direttore dell’Unione.

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