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Ginevra Ergastolo per l’assassino della terapeuta Adeline

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L’assassino della socioterapeuta Adeline è stato condannato all'ergastolo dal Tribunale criminale di Ginevra che non ha però inflitto l’internamento a vita come richiesto dalla pubblica accusa.

Il caso aveva suscitato scalpore poiché l’uomo, già condannato a 20 anni di carcere per due stupri, era stato lasciato solo con la dipendente del centro di reinserimento sociale La Pâquerette di Ginevra.

La 34enne era stata infatti uccisa il 12 settembre 2013 mentre accompagnava il detenuto in auto in un centro equestre nel quadro di un'uscita volta a favorire il suo reinserimento sociale. Sul percorso si era fermato in un negozio per acquistarvi un coltello con cui ha tagliato la gola alla donna che aveva successivamente sequestrato e legato ad un albero.

I giudici sono persuasi che l'uomo abbia premeditato l'assassinio e per riuscirvi ha sfruttato le palesi lacune del centro e "avanzato a poco a poco le sue pedine”. Il cittadino franco-elvetico è pienamente responsabile dell'accaduto, ha agito in modo "mostruoso" ed è incapace di provare rimorso e rammarico. La sua presa di coscienza, ha valutato la Corte, è inesistente e suoi precedenti giudiziari "straordinari", deve dunque essere condannato alla reclusione a vita. 

L'imputato è inoltre colpevole degli altri capi d'accusa mossi nei suoi riguardi: sequestro di persona, coazione sessuale e furto. Ma nel contempo non è stato ritenuto del tutto impermeabile alle cure per il resto della sua esistenza. Per questo motivo non è stato decretato l’internamento a vita.

tvsvizzera/spal con RSI (TG del 24.5.2017)

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