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Frontalieri, Berna versa 80,5 milioni ai comuni italiani

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Questo contenuto è stato pubblicato il 19 ottobre 2017 - 19:46
tvsvizzera/spal con RSI (Quotidiano del 19.10.2017)

Mentre ancora tarda la firma di Roma e Berna al nuovo accordo sull’imposizione dei frontalieri, la Svizzera, secondo quanto è stato annunciato in un incontro bilaterale tenutosi a Luino (Varese), ha provveduto a versare all’erario italiano 80,5 milioni (76 dal Ticino) a titolo di compensazione finanziaria sulle remunerazioni dei lavoratori pendolari italiani per l’anno 2016.

Si tratta dei cosiddetti ristorni, vale a dire la quota di imposte percepite dalla Confederazione che spettano ai comuni di frontiera italiani.

La Svizzera, in base all’intesa bilaterale del 1974, è infatti l’unica esattrice dei circa 60'000 frontalieri residenti nella fascia di 20 chilometri dal confine, che sono tassati alla fonte per l’attività svolta nei cantoni Ticino, Grigioni e Vallese.

I cantoni riversano una quota del 38,8 per cento di queste imposte a Roma che a sua volta trasferisce l’importo ricevuto ai comuni di residenza dei pendolari.

Una volta che sarà firmato e ratificato l’accordo tecnico raggiunto nel dicembre 2015 i frontalieri continueranno ad essere tassati alla fonte dai cantoni, nella misura del 70 per cento, ma dovranno poi dichiarare il loro reddito anche al fisco italiano che dedurrà però quanto già versato in Svizzera.  

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