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Europei e coronavirus, le preoccupazioni del mondo scientifico

Esplosione di gioia a Manchester dopo il secondo gol dell'Inghilterra contro l'Ucraina. Pa

I Campionati europei di calcio sono il terreno ideale per la propagazione del virus, soprattutto nel momento in cui la variante delta si sta diffondendo molto rapidamente. È l'allarme lanciato dal vicepresidente della task force Covid-19 della Confederazione Urs Karrer.

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 luglio 2021 - 10:29
Keystone-ATS/mar

Intervistato dal SonntagsBlick, Urs Karrer è molto critico rispetto "all'incontrollata euforia per gli Europei di calcio": è come una "Ischgl al quadrato", dal nome della località di sport invernali austriaca, in Tirolo, che nel marzo del 2020, durante la prima ondata, ha contribuito in modo significativo alla diffusione del virus in alcune parti d'Europa.

La situazione epidemiologica in Europa non è attualmente tale da permettere lo svolgimento incontrollato di eventi di massa. Le emozioni, che fanno inevitabilmente parte di un campionato europeo di calcio, sono l'esatto contrario di una situazione sotto controllo.

"Gli europei di calcio sono un terreno ideale per il virus", afferma il primario di medicina interna e malattie infettive presso l'ospedale cantonale di Winterthur.

Un'opinione condivisa da Andreas Cerny, specialista di malattie infettive, che nell'intervista alla Radiotelevisione svizzera sottolinea anche un altro rischio, quello che si creino nuove varianti a causa del fatto di mischiare persone di provenienze diverse.

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Sono già state segnalate diverse infezioni di massa: quasi 2'000 tifosi scozzesi erano stati contagiati a Londra, così come centinaia di finlandesi nel corso di due partite a San Pietroburgo. Secondo Karrer, in Paesi come l'Inghilterra o la Russia sono necessarie misure di protezione molto più consistenti.

Soltanto nelle prossime settimane sarà chiaro fino a che punto Euro 2020 ha contribuito alla diffusione del virus e all'intensificazione della pandemia. È concepibile che un'inversione di tendenza sia in atto anche in Svizzera, dopo un lungo periodo di numeri di casi in calo.

Nuove ondate possibili tra non vaccinati

In Inghilterra e in Portogallo la variante Delta del virus ha mostrato una trasmissibilità così alta da rendere possibili nuove ondate tra in non vaccinati anche in estate. "Dobbiamo stare attenti a non finire con una quarta ondata in Svizzera", afferma Karrer, il quale si aspetta che da metà luglio la variante Delta, che è due volte più contagiosa, dominerà gli eventi epidemiologici in Svizzera.

Dipende dal comportamento attuale se la Svizzera riuscirà a superare l'inverno senza grandi restrizioni. "Abbiamo a disposizione i vaccini più efficaci in quantità sufficiente. Il motto ora è: "Vaccinare, vaccinare, vaccinare". Ogni persona che si vaccina aiuta la Svizzera ad andare avanti.

Karrer spera che si potrà raggiungere in un tasso di vaccinazione dell'80%. "Con la variante Delta, sarebbe bene che fosse ancora più alto. Soprattutto tra gli over 50", sottolinea il vicepresidente della task force Covid-19.


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