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Terrorismo, due presunti jihadisti espulsi dal Ticino

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Due persone legate agli ambienti islamici estremisti sono stati espulsi dal Ticino. Il provvedimento amministrativo, secondo quanto riporta il CdT, è stato deciso negli scorsi mesi in seguito a due distinte indagini che hanno visto coinvolte anche le autorità federali.

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 agosto 2017 - 20:35
tvsvizzera/spal con RSI (Quotidiano del 29.8.2017)

Nelle scorse settimane è stato allontanato un richiedente asilo afgano sui 30 anni giunto in Svizzera nel 2015 mentre a inizio anno è scattato un analogo provvedimento per un cittadino turco di oltre 40 anni che godeva dello status di rifugiato.

Nessuno dei due ha subito condanne penali ma per gli inquirenti costituivano un pericolo per l’ordine pubblico. Non sembra che i due espulsi, che non avevano relazioni tra loro, stessero preparando particolari azioni delittuose nella Confederazione ma erano in contatto con frange jihadiste in Italia e in altri paesi.

La Svizzera non rappresenta al momento un obiettivo per i terroristi ma elementi radicalizzati spesso offrono supporto logistico e finanziario a cellule di combattenti islamici.

Negli scorsi mesi, nell’ambito dell’inchiesta su una società di sicurezza che operava in un centro per profughi, era stato individuato un esponente radicalizzato, un 33enne di origine turca residente nel Luganese, che svolgeva attività di reclutamento e proselitismo in Ticino in favore dello Stato Islamico.

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