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Lo svizzero che spiava il fisco tedesco

Le delicate informazioni sulle presunte attività di spionaggio del Servizio delle attività informative della Confederazione in Germania erano contenute in una semplice chiavetta USB. Ma ora ci si chiede come queste informazioni siano passate dal Ministero pubblico della Confederazione alle autorità giudiziarie tedesche.

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Lo svizzero 54enne arrestato venerdì scorso a Francoforte per presunto spionaggio è sospettato di aver spiato il fisco tedesco per conto del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC). Secondo il mandato d’arresto tedesco l’uomo cercava dati di diversi ispettori del fisco.

In base al mandato d’arresto, l’incarico del 54enne consisteva in un primo tempo nel completare una lista contenente dati personali di ispettori del fisco del Land del Nord Reno Westfalia di cui il SIC era in possesso ma che presentava lacune. I contatti tra l’uomo e il Servizio delle attività informative della Confederazione sarebbero avvenuti attraverso un cellulare con scheda prepagata della Coop messo a disposizione dell’uomo dal SIC.

Le informazioni carpite dall’agente hanno permesso alle autorità elvetiche di identificare e perseguire penalmente funzionari che si occupavano dell’acquisizione di CD contenenti dati bancari di presunti evasori del fisco tedesco.

Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) indaga da diversi anni nei confronti di ispettori del Nord Reno Westfalia per spionaggio economico e violazione del segreto bancario. Mandati d’arresto sono stati emessi contro tre ispettori del fisco tedesco.

Inoltre gli inquirenti tedeschi rimproverano allo svizzero arrestato di avere piazzato, con l’aiuto di un complice, una talpa nella divisione amministrativa nel corso della raccolta di informazioni su incarico del SIC. L’infiltrato doveva ricavare ulteriori informazioni sul modo di procedere delle autorità tedesche riguardo all’acquisto di CD con dati fiscali di presunti evasori.

90mila euro di compenso

In base a quanto scrivono gli inquirenti tedeschi, all’agente svizzero è stato accordato dal SIC un onorario di complessivamente 90’000 euro. L’uomo avrebbe già ricevuto due tranche da 30’000 euro ciascuna. Inoltre il 54enne – secondo il documento del procuratore – avrebbe incassato 3000 franchi in contanti al mese per un periodo indeterminato.

La spia indagata anche in Svizzera

Lo svizzero fermato dai tedeschi si era confidato con le autorità svizzere per difendersi, nell’ambito di un’indagine che il Ministero pubblico della Confederazione stava conducendo nei suoi confronti per altri motivi: contro di lui è stato aperto nel 2015 un procedimento penale per “sospetto spionaggio economico”. Il 54enne avrebbe rubato dati di clienti alle banche elvetiche. Nel corso di un interrogatorio a Berna l’uomo ha informato il Ministero pubblico sulle sue attività per i Servizi segreti.

Ora ci si chiede come queste informazioni siano passate, tramite chiavetta USB, dal Ministero pubblico della Confederazione alle autorità giudiziarie tedesche.

Nel frattempo, Berlino e Berna cercano di calmare le acque: il capo del Dipartimento federale degli affari esteri Didier Burkhalter e l’omologo tedesco Sigmar Gabriel hanno avuto nel frattempo un colloquio telefonico sulla questione. Se dovessero sorgere altri problemi i due ministri – è stato comunicato – ne discuteranno nuovamente in maniera non burocratica.


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