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Venti di guerra alla frontiera russo-ucraina

Separatisti filorussi nel Donbass, dove nelle ultime settimane sono stati segnalati diversi scontri. Keystone / Vadim Ghirda

La Russia ha dispiegato truppe al confine con l'Ucraina in risposta ad attività "minacciose" della Nato. Il segretario generale dell'Alleanza atlantica Jens Stoltenberg ha da parte sua chiesto a Mosca di "porre fine immediatamente alle provocazioni".

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 aprile 2021 - 21:06

"In tre settimane, due corpi d'armata e tre unità delle truppe aerotrasportate sono state trasferite con successo alle frontiere ovest della Russia per delle esercitazioni", ha dichiarato il ministro della difesa russo Sergej Sojgu.

"Abbiamo preso le misure appropriate in reazione alle attività minacciose dell'Alleanza atlantica", ha aggiunto nel corso di una conferenza stampa a Severomorsk, la principale base della flotta russa del nord.

Il ministro non ha precisato il luogo esatto in cui sono state dispiegate le truppe, né i loro effettivi.

Le dichiarazioni di Sojgu giungono dopo che la Nato ha lanciato dei segnali di fermezza a Mosca, per cercare di disinnescare un nuovo conflitto in Ucraina.

Un dispiegamento di forze "ingiustificato"

"Nelle ultime settimane, la Russia ha spostato migliaia di truppe pronte al combattimento ai confini dell'Ucraina", ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ricevendo a Bruxelles il ministro degli esteri ucraino Dmytro Kuleba.

"Il considerevole ammasso militare della Russia è ingiustificato, inspiegabile e profondamente preoccupante. La Russia deve porvi fine, fermare le sue provocazioni e ridurre immediatamente l'escalation", ha aggiunto Stoltenberg.

"Il sostegno della Nato alla sovranità e integrità territoriale dell'Ucraina è incrollabile", ha ribadito il segretario generale dell'Alleanza atlantica. "Non riconosciamo e non riconosceremo l'annessione illegale e illegittima della Crimea da parte della Russia - ha sottolineato -. Continuiamo a chiedere alla Russia di porre fine al suo sostegno ai militanti nell'Ucraina orientale e di ritirare le sue forze dal territorio ucraino. La Nato sta con l'Ucraina".

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L'Ucraina, che teme che il Cremlino cerchi un pretesto per attaccarla, ha accusato la Russia di aver ammassato più di 80'000 soldati nei pressi della frontiera e in Crimea, annessa Mosca nel 2014.

Da circa un mese si moltiplicano inoltre le denunce di violazioni del cessate il fuoco nel Donbass, nel sud-est dell'Ucraina, dove dal 2014 si affrontano separatisti filo-russi ed esercito ucraino. I combattimenti, che si erano praticamente fermati dopo la tregua siglata nell'estate del 2020, sono ripresi con intensità nelle ultime settimane.

tvsvizzera.it/mar/ats con RSI (TG del 13.4.2021)

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