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La casetta di Rosa Parks in mostra a Napoli

Il monumento itinerante sarà a Palazzo Reale fino al 6 gennaio. Keystone / Cesare Abbate

È esposta in queste settimane a Napoli, nel cortile di Palazzo Reale, la casa in cui trovò rifugio nel 1957 Rosa Parks, attivista statunitense icona della lotta per i diritti civili. Merito del pittore Ryan Mendoza, che l'ha salvata dalla demolizione e l'ha trasformata in monumento itinerante per far riflettere su come la questione razziale negli Stati Uniti, ma non soltanto, sia tuttora irrisolta.

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 settembre 2020 - 21:10
Un noto ritratto di Rosa Parks. Ebony Magazine

La vecchia casetta in legno è quella in cui l'attivista visse a Detroit, in fuga dall'Alabama segregazionista e dalle minacce di morte che erano seguite al suo storico gesto: rifiutarsi di cedere il posto a sedere a un uomo bianco sull'autobus che la riportava a casa dal lavoro.

Era il 1° dicembre del 1955. Parks fu arrestata, ma ne scaturì una protesta, il boicottaggio dei mezzi pubblici di Montgomery, che durò oltre un anno fino a quando la Corte suprema decretò incostituzionale la segregazione sui pullman pubblici.

Cosa racconta

Mendoza l'ha acquistata dopo la crisi del 2008. "Era un’abitazione sulla lista di demolizione", spiega, "una casa che il governo in America era pronto a demolire. Questa casa ci racconta la storia delle ineguaglianze abitative e ci permette di capire perché la gente in America è ancora cosi arrabbiata."

Alla presentazione di Napoli, dove la casa sarà esposta fino al prossimo 6 gennaio, c'era anche Gene Herrick, ex fotografo dell'Associated Press che scattò una delle immagini simbolo: quella in cui a Parks furono prese le impronte digitali.


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tvsvizzera.it/ri con RSI (TG del 17.09.2020)

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