La direttiva europea sulle armi trova un secondo avallo politico in Svizzera. Il Consiglio degli Stati ha infatti approvato con 34 voti contro 6 (5 astenuti) la legge di applicazione, seppure con alcune aggiunte eurocompatibili rispetto alla versione adottata in estate dall'altra Camera.
Questo contenuto è stato pubblicato al
1 minuto
tvsvizzera/ats/spal con RSI (Tg dell'11.9.2018)
Contenuto esterno
Il testo all’esame del legislativo a Berna introduce alcune limitazioni per le armi semiautomatiche – che non riguarderanno però quelle d’ordinanza e i tiratori sportivi, così come concordato tra Berna e Bruxelles – allo scopo di prevenire la diffusione indiscriminata di strumenti che possono mettere in pericolo l’incolumità dei cittadini e più in generale il terrorismo.
Nonostante qualche riluttanza, la maggioranza dei parlamentari ritiene che si debba giungere a un compromesso per non mettere a rischio la partecipazione svizzera allo spazio Schengen, in particolare alla banca dati delle polizie Ue, ritenuta uno strumento fondamentale di contrasto alla criminalità transfrontaliera.
I senatori hanno votato però due correttivi, il primo dei quali riguarda i caricatori, attualmente commercializzati liberamente, che in futuro saranno venduti solo ai detentori del porto d’armi.
Aderendo al disegno del governo poi i consiglieri agli Stati hanno optato per la tracciabilità di tutte le parti essenziali dell’arma (culatta, alloggiamento, canna). Il testo tornerà ora al Nazionale per la discussione delle divergenze.
Articoli più popolari
Altri sviluppi
Relazioni italo-svizzere
L’accordo fiscale con l’Italia cambia le regole: in Ticino meno frontalieri, più residenti
Abbassare il riscaldamento per ridurre la dipendenza dal gas russo: è una proposta che vi convince? Quali altri soluzioni sarebbero attuabili?
Contrariamente ad altri Paesi europei, la Svizzera dipende solo in minima parte dal gas naturale. Questa fonte rappresenta infatti circa il 15% dei consumi energetici complessivi della Svizzera e viene usata soprattutto per il riscaldamento. Quasi la metà del gas consumato in Svizzera viene però dalla Russia e anche nella Confederazione si cercano soluzioni per…
Se volete segnalare errori fattuali, inviateci un’e-mail all’indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.
Per saperne di più
Altri sviluppi
Esportazioni d’armi facili, la polemica investe Berna
Questo contenuto è stato pubblicato al
A fare discutere è l’intenzione del governo federale di consentire la vendita, finora esclusa, di materiale bellico a paesi coinvolti in teatri di guerra. Gli oppositori a questo nuovo orientamento si sono subito fatti sentire. Ma ad essere contestate sono anche le vigenti procedure, dopo la diffusione da parte della Radiotelevisione nazionale in lingua tedesca…
Questo contenuto è stato pubblicato al
Il governo svizzero ha incaricato il DipartimentoCollegamento esterno federale dell’economia di sottoporgli una proposta di modifica della relativa ordinanza, allo scopo di preservare -con un aumento dell’export- una capacità industriale adeguata alle esigenze della difesa nazionale. Attualmente, le esportazioni di armamenti non sono possibili se il Paese di destinazione è implicato in un conflitto, che sia esso…
Questo contenuto è stato pubblicato al
In vista del dibattito in Parlamento, è stata fondata una “piattaformaCollegamento esterno per una legislazione del futuro sulle armi”. L’obiettivo è completare il progetto di modifica di legge del Consiglio federale. Il governo prepone una trasposizione “pragmatica”Collegamento esterno della direttiva UE nella legislazione svizzeraCollegamento esterno, che sfrutta il margine di manovra per salvaguardare le tradizioni svizzere in materia di tiro.…
Se volete segnalare errori fattuali, inviateci un’e-mail all’indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.