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Davos e il turismo a impatto zero

"La volontà di fare attivamente qualcosa per la protezione del clima è in costante crescita". Keystone / Arno Balzarini

Davos vuole diventare entro il 2030 la prima località turistica svizzera neutrale dal punto di vista climatico. Le organizzazioni turistiche e il comune grigionese stanno lavorando insieme alla fondazione myclimateLink esterno per raggiungere questo obiettivo.

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 agosto 2021 - 14:48
Keystone-ATS/MaMi

"La volontà di fare attivamente qualcosa per la protezione del clima è in costante crescita", ha affermato, citato in una nota odierna, il portavoce di myclimate Kai Landwehr. L'iniziativa per una Davos neutrale crea l'opportunità concreta alle persone di contribuire nella loro vita quotidiana, sottolinea l'addetto stampa. Al progetto parteciperanno tra gli altri anche il Forum economico mondiale (WEF) e il locale club di hockey.

Fra ospiti e fornitori di servizi è aumentata notevolmente la consapevolezza in merito a sostenibilità e responsabilità

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"Soprattutto nella regione alpina gli effetti del cambiamento climatico sono già visibili oggi", ha detto ai media Reto Branschi, direttore dell'organizzazione turistica Destination Davos Klosters. Allo stesso tempo, fra ospiti e fornitori di servizi è aumentata notevolmente la consapevolezza in merito a sostenibilità e responsabilità.

Anche il comune di Davos sta portando avanti progetti di sostenibilità in vari settori, ha aggiunto il Landamano (sindaco) della località Philipp Wilhelm. "Questo maggiore impegno nella protezione del clima è particolarmente centrale per la regione di montagna".

I finanziamenti

Il progetto andrà finanziato da fornitori di servizi turistici e commerciali e dai loro ospiti e clienti con contributi volontari. Il 50% dei fondi sarà investito in iniziative di tutela ambientale nei Grigioni, in Svizzera e nel mondo.

Il 35% finirà invece in misure con le quali le aziende partecipanti renderanno le loro attività più sostenibili, mentre il restante 15% confluirà in un fondo di myclimate per Davos, destinato a supportare economicamente progetti locali che riducono le emissioni di CO2.

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