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Dario Fo racconta la storia del pugile ballerino

di Claudio Moschin

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 gennaio 2016 - 12:54

Una chiacchierata nella casa del premio Nobel per la letteratura Dario Fo, 90 anni il prossimo 24 marzo, a parlare del suo ultimo e nuovo libro "Razza di zingaro" (Chiarelettere, pagine 160, euro 16,90) ispirato alla vita straordinaria e al tragico epilogo di un martire dello sport come il pugile Johann Trollmann, soprannominato anche "Rukeli" o "il ballerino del ring", un pugile sinti, zingaro, nato a Wilsche, in Bassa Sassonia ne 1907, e cresciuto in Germania durante l'avvento del nazismo.

Una carriera drammatica la sua, dalla rapida ascesa agonistica che lo aveva reso l'idolo delle folle, fino alla sua fine in un lager. Per Trollmann il pugilato era prima di tutto un gioco e non un annientamento dell'avversario del quale aveva massimo rispetto in quanto "spalla", coprotagonista dello spettacolo», sottolinea Dario Fo.

Il match più spettacolare che si ricordi nella Germania degli anni Trenta fu proprio quello tra Trollmann e Adolf Witt. Una vittoria schiacciante la sua, vanificata da un giudice parzialissimo e dall'appoggio dei gerarchi nazisti, che chiesero ed ottennero l'annullamento dell'incontro e del titolo nazionale. Il pubblico allora salì sul ring e osannante e incoronò il proprio eroe Trollmann. I vertici hitleriani decisero però di organizzare un altro incontro riparatore con il futuro campione europeo Gustav Eder: a Trollmann, il pugile ballerino, fu intimato di non muoversi dal centro del ring e di perdere, pena il ritiro della licenza per combattere. Al quinto round finì al tappeto e la sua carriera si dissolse come una nuvola di farina. Trollmann di fatto sparì, perseguitato dal regime.

Fu richiamato dall'esercito e spedito al fronte a combattere. Alla fine fu arrestato dalla Gestapo e finì deportato nel campo di concentramento di Neuengamme nei pressi di Amburgo, come il detenuto «721/1943». il 9 febbraio del 1943, dopo mille angherie, sevizie e torture, Trollmann fu ucciso a bastonate. Solo nel 2003 il suo nome tornò alla memoria e la Germania volle riconsegnare alla famiglia Trollman la cintura di campione. In onore di un piccolo grande eroe dimenticato dello sport, che Dario Fo ha voluto ricordare con un romanzo e lavorando su quadri e disegni, serviti poi come illustrazioni in questo suo nuovo romanzo.

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