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Da oltre 50 anni la speranza di vita in Svizzera non diminuiva così tanto

Cerimonia in omaggio alle vittime della pandemia all'Ospedale universitario di Ginevra. Keystone / Martial Trezzini

Nell'anno caratterizzato dalla pandemia di Covid-19, la speranza di vita alla nascita è scesa in proporzioni che non si registravano dal 1944 per gli uomini e dal 1962 per le donne.

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 ottobre 2021 - 11:41
Keystone-ATS/mar

Nel 2020 è scesa a 81 anni per gli uomini e a 85,1 per le donne, in contrazione rispettivamente di 0,9 e 0,5 anni in confronto al 2019, stando ai datiLink esterno comunicati lunedì dall'Ufficio federale di statistica (UST).

I maggiori cali della speranza di vita alla nascita tra il 2019 e il 2020 sono stati osservati nei Cantoni di Obvaldo (–2,5 anni), Ticino (–2,3) e Ginevra (–2,3) per gli uomini e in quelli di Giura (–1,8), Ginevra (–1,5) e Svitto (–1,4) per le donne.

È particolarmente rilevante anche il calo, tra il 2019 e il 2020, della speranza di vita a 65 anni: -0,7 anni per gli uomini e -0,5 anni per le donne. Il dato è "straordinario" per gli uomini, ma per quanto riguarda le donne si era registrata una diminuzione maggiore nel 1944, anno caratterizzato da un inverno particolarmente rigido, precisa l'UST.

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Record di morti

Nella sua nota, l'UST sottolinea il forte aumento dei decessi (76'195 contro 67'780 nel 2019). Da quando gli uffici dello stato civile hanno iniziato la registrazione sistematica del numero di morti nel 1876, in Svizzera non era mai stato rilevato un valore così alto.

La crescita è stata particolarmente alta nella Svizzera francese e in Ticino. La variazione si situa tra il +25 e il +27% a Ginevra, nel Giura e in Ticino. L'aumento ha superato il 20% anche nei Cantoni di Obvaldo, Svitto, Vaud e Friburgo. A Nidvaldo si è invece assistito a un lieve calo (-0,3%), mentre nei Grigioni e a Glarona, Basilea Città e Sciaffusa la progressione è rimasta al di sotto del 5%.

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Il confronto con la spagnola del 1918

L'UST traccia anche un confronto tra la pandemia di Covid-19 e quella di influenza spagnola del 1918. Le differenze sono notevoli, a partire dal numero di decessi, significativamente maggiori per quanto riguarda la spagnola.

Quest'ultima ha provocato quasi 22'000 morti nel 1918, pari a 5,6 decessi ogni 1000 persone, mentre il Covid-19 nel 2020 ne ha causati 7'600, ovvero lo 0,9 per mille.

L'influenza del 1918 uccise soprattutto uomini e donne tra i 20 e i 40 anni, mentre il Covid-19 è stato più letale per le persone di età superiore agli 80 anni. Tra il 1917 e il 1918, la speranza di vita alla nascita è scesa di 10,1 anni per gli uomini e di 8,4 anni per le donne e quindi in modo ben più rilevante che tra il 2019 e il 2020, sottolinea l'UST.

Le pandemie del 1918 e del 2020 presentano però anche qualche sorprendente similitudine. Sia in termini assoluti che relativi, sono state più letali per gli uomini che per le donne. Nel 1918 e nel 2020, la seconda ondata di contagi si è verificata negli stessi mesi dell'anno, con il picco di decessi che in entrambi i casi si è verificato intorno a novembre. Nei due casi i cantoni della Svizzera occidentale avevano nel complesso tassi di mortalità più alti rispetto a quelli dei cantoni della Svizzera orientale. Il numero annuo di decessi, indipendentemente dalle cause, ha raggiunto un valore record sia nel 1918 che nel 2020.



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