Covid Gli svizzeri rinunciano ai consumi, ma non alla mobilità

Persone si muovono lungo la banchina di una stazione ferroviaria che dalla segnaletica si riconosce come svizzera

Durante le chiusure è calato di molto l'uso dei mezzi pubblici, ma sono aumentati quelli della bicicletta e dell'automobile.

Keystone / Ennio Leanza

In anticipo su un eventuale secondo confinamento, gli svizzeri stanno già consumando meno. È quanto scrive mercoledì il Tages-Anzeiger, secondo cui benché ristoranti e negozi siano aperti, solo i supermercati girano a pieno regime. Uno studio effettuato da Università di Basilea e Politecnico di Zurigo riporta tuttavia che rispetto alla prima ondata di coronavirus si è molto meno disposti a rimanere a casa.

Il Tages-Anzeiger si basa su diversi dati di comportamento rilevati in tempo reale dal Centro di ricerca congiunturale del Politecnico federale di Zurigo (KOF).

Sempre meno persone si spostano per fare acquisti, riferisce il giornale, esattamente come si era osservato prima del semi-confinamento: il governo aveva cioè annunciato la chiusura di scuole, negozi ed esercizi pubblici a metà marzo, ma già all'inizio del mese la popolazione aveva avuto tendenza a rimanere a casa. Il livello di attività rilevato adesso dal KOF è equivalente proprio a quello di inizio marzo.

Meno transazioni

Dati dell'Università di San Gallo, sempre citati dal Tagi, mostrano un calo nei pagamenti con carte di debito nel comparto divertimenti (18% su base annua) e questo nonostante il Covid spinga a preferire i mezzi elettronici alle banconote.

Solo i grandi distributori continuano a fare buoni affari. Un portavoce di Migros conferma che, nell'insieme, le vendite sono superiori a quelle dell'anno scorso.

Molti spostamenti

Intanto, però, uno studio effettuato dal Politecnico federale ETH di Zurigo e dall'Università di Basilea sui dati gps dei telefonini dimostrerebbe che gli svizzeri sono meno disposti a rimanere in casa, rispetto alla prima ondata di coronavirus (prima e durante il semi-confinamento).

"Ciò che si vede molto bene è l'effetto del coronavirus soprattutto in primavera e il ritorno alla normalità dopo il lockdown", osserva il professore dell'ETH Kay W. Axhausen, "una normalità riscontrata anche negli scorsi giorni, forse anche nell'attesa delle nuove misure annunciate dal Consiglio federale".

Si osserva inoltre che durante le chiusure è calato di molto l'uso dei mezzi pubblici, ma sono aumentati quelli della bicicletta e dell'automobile.

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tvsvizzera.it/ATS/ri con RSI (TG del 28.10.2020)

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