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Covid, collaborazione carente tra autorità e virologi

Confusione e comunicazioni non sempre chiare durante la pandemia.
Confusione e comunicazioni non sempre chiare durante la pandemia. © Keystone/ Valentin Flauraud

La cooperazione tra scienza e politica non ha funzionato durante l’emergenza pandemica degli scorsi anni. Ad affermarlo è un rapporto conclusivo sul Programma nazionale di ricerca “Covid-19”.

Soprattutto nelle fasi iniziali dell’emergenza sanitaria, sottolinea lo studio, sono emerse carenze a livello comunicativo tra le e gli esperti e le istituzioni pubbliche che hanno alimentato la confusione sulle misure da prendere per arginare il fenomeno, sulla loro motivazione scientifica e sulle rispettive responsabilità. 

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Da parte sua la vicedirettrice dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) Linda Nartey ha detto che la cooperazione dovrebbe comunque essere migliorata per le crisi future: “Siamo decisi a utilizzare questa esperienza per rafforzare la cooperazione tra scienza e autorità”.

Nell’insieme però, sottolineano i ricercatori e le ricercatrici che hanno redatto il rapporto, il piano nazionale ha fornito un contributo costruttivo alla comprensione della pandemia – mobilità della popolazione, trasmissibilità dei virus, sviluppo dei vaccini e grado di accettazione delle misure di protezione da parte della popolazione – ed elementi importanti per la gestione di eventuali crisi sanitarie future.

La nuova strategia di Berna

Proprio oggi su questa questione il Dipartimento federale dell’interno ha comunicato la messa in opera della “Strategia Endemia Covid-19 +” con cui Berna, alla vigilia della stagione fredda, intende tutelare in particolare le categorie di persone a rischio, allo scopo anche di scongiurare un nuovo sovraccarico del sistema sanitario nazionale.

+ Gestione della pandemia, bene ma non benissimo.

Sebbene la pandemia di coronavirus sia finita, precisa una nota dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), il virus circola ancora. Questo significa che non possono essere escluse nuove ondate di infezione e, in particolare per gli anziani e le persone affette da determinate malattie, gravi rischi sanitari. A giudizio di Berna una simile eventualità può mettere a dura prova la sanità, soprattutto se nei mesi autunnali e invernali si registrano contemporaneamente molti casi di influenza o altre infezioni respiratorie.

In quest’ottica la vaccinazione rimane la principale misura di prevenzione, in particolare per le persone più vulnerabili. Inoltre la popolazione deve essere informata sulle misure che può adottare per proteggersi nella vita quotidiana, come arieggiare regolarmente i locali, lavarsi le mani o indossare la mascherina.

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