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Covid, indennizzi troppo generosi alle società di calcio

Verifiche sugli aiuti alle società di calcio. © Keystone / Salvatore Di Nolfi

Diverse società di calcio professionistiche hanno incassato durante la pandemia aiuti statali doppi di quelli dovuti per un importo di circa dieci milioni di franchi. L'irregolarità, scoperta durante una verifica contabile, non è però da attribuire a comportamenti truffaldini dei club coinvolti.

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 luglio 2022 - 17:42
tvsvizzera.it/spal con Keystone-ATS

Secondo quanto riferito da un portavoce dell'Ufficio federale dello sport (Ufspo), sentito dalla radio svizzerotedesca Srf, nove club delle due serie maggiori (Super League e Challenge League) avrebbero percepito indebitamente sei milioni nel 2020 e quattro milioni nel 2021 nell'ambito di due programmi di sostegno pubblico per le perdite subite dalle loro squadre amatoriali, giovanili e femminili. In pratica è risultato che lo stesso danno è stato indennizzato due volte.

Doppio indennizzo per la stessa perdita

I dieci milioni, che sono circa un quarto del totale erogato alle società di calcio nel quadro delle misure di sostegno per fronteggiare la crisi indotta dal Covid-19, dovranno essere rimborsati almeno in parte, anche perché non risulta che le società abbiano fornito informazioni errate nelle loro domande o altri comportamenti reprensibili a loro carico.

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Dalle "verifiche approfondite nel calcio professionistico riguardo agli aiuti finanziari erogati", spiega una nota dell'Ufspo, è emerso che l'ammontare dei contributi versati dal pacchetto di stabilizzazione ai club della Swiss Football League "non rispettava sempre le finalità di tale pacchetto". In particolare la somma degli importi versati alle società sportive, "provenienti dal pacchetto di stabilizzazione e dei contributi a fondo perso", superavano i danni finanziari causati dalla pandemia.

Questo "contrattempo" e la fine delle misure restrittive che hanno colpito anche il mondo dello sport non faranno venire meno però, secondo quanto ha assicurato Berna, l'aiuto alle società che, come sta avvenendo, devono fronteggiare una vasta emorragia di associati.

Per questo motivo si è deciso di protrarre il sostegno anche per quest'anno, come del resto confermato dallo stanziamento di 50 milioni di franchi deciso in dicembre da governo e parlamento.

Gli abusi "veri" in Svizzera

Come precisato, non vi sono irregolarità da imputare alle società calcistiche elvetiche che hanno ricevuto il doppio delle somme dovute. Ma non può dirsi altrettanto in altri settori dell'economia, dove abusi sui finanziamenti erogati dallo Stato sono stati scoperti e diversi di questi sono finiti in procedimento penali.

Secondo i dati aggiornati pubblicati dal Dipartimento federale delle finanzeLink esterno attualmente gli organi preposti stanno procedendo ad accertamenti su 3'591 casi di potenziale abuso alle norme sugli aiuti alle imprese e società che hanno fatto richiesta di contributi o prestiti (Ordinanza e legge sulle fideiussioni solidali Covid-19).

1'706 procedure hanno dato esito negativo mentre in 3'720 casi sono stati sanata le situazioni irregolari senza denuncia penale. I procedimenti penali aperti sono invece 1'631, per importi complessivi che si aggirano sui 202 milioni di franchi. Mentre sono già state comminate sanzioni per 426 abusi accertati (valore di 38 milioni di franchi).

Queste pratiche che hanno portato a verdetti di colpevolezza, sempre secondo i dati forniti dalla Confederazione, sono state particolarmente diffuse nei lavori di costruzione specializzati (41 per 4,2 milioni), nella ristorazione (27 per 2,2 milioni e nel commercio al dettaglio (123 per 1,5 milioni). I casi aperti più numerosi si trovano a Zurigo (334), Vaud (191), Argovia (157), Berna (115) e Ticino (108).

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