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Per la tracciatura dei contatti due giorni non bastano

L'app SwissCovid, scaricata finora da circa 1,27 milioni di utenti, è uno degli strumenti a disposizione per la tracciatura dei contatti. Keystone / Pablo Gianinazzi

Attualmente quando qualcuno risulta positivo al Sars-CoV2 si cercano i contatti fino a due giorni prima dell'insorgenza della malattia. Secondo un'analisi del Politecnico federale di Zurigo, bisognerebbe però risalire fino ad almeno quattro giorni.

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 agosto 2020 - 09:44

Nella maggior parte dei Paesi del mondo, la tracciatura dei contatti si basa su uno studio dell'Università di Hong Kong, secondo cui l'individuo infetto è contagioso al più presto 48 ore prima che si manifestino i sintomi. Di conseguenza, se qualcuno risulta positivo al virus, gli incaricati del 'contact tracing' cercano di reperire tutte le persone con cui il contagiato è entrato in contatto fino a due giorni prima dell'insorgenza della malattia.

Lo studio di Hong Kong, però, contiene un errore, stando a un'analisi del Politecnico federale di Zurigo (ETHZ), pubblicata sulla rivista Swiss Medical WeeklyLink esterno. "Eliminando questo errore - spiega alla Radiotelevisione svizzera Sebastian Bonhoeffer, professore di biologia teorica all'ETHZ - si arriva alla conclusione che bisogna ricostruire i contatti della persona infetta non solo negli ultimi due giorni, ma preferibilmente degli ultimi tre o quattro".

Per il momento la prassi non è stata modificata. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha preso atto della correzione e sta valutando lo studio e i suoi possibili effetti sulla tracciatura dei contatti, ha dichiarato all'agenzia Keystone-ATS il portavoce dell'UFSP Yann Hulmann. Del tema si occuperà prossimamente il gruppo di lavoro (National Covid-19 Science Task Force) creato dal Governo. "Al momento non possiamo quindi dire se seguiremo la proposta", ha aggiunto Hulmann.

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L'analisi dell'ETHZ potrebbe avere ripercussioni anche a livello internazionale. L'Organizzazione mondiale della sanità e le autorità europee sono state avvertite e bisognerà ora vedere se la prassi seguita finora per la tracciatura dei contatti sarà modificata.

Problemi nelle segnalazioni

Per quanto concerne la Svizzera, vi è anche un altro grande problema nel ricostruire le catene di infezione: secondo un'analisi dell'UFSP, l'ufficio riceve nel migliore dei casi una segnalazione medica di nuova infezione ogni due effettive.

Ciò non significa che il numero di casi reali è doppio rispetto a quello comunicato ogni giorno, bensì che per la metà delle persone contagiate le autorità non dispongono di informazioni importanti, quali i fattori di rischio e i luoghi di infezione. La prassi prevede infatti che per ogni contagio ci siano due formulari da fornire a Berna: il primo è quello del laboratorio, utile per contare i casi, ma che contiene poche informazioni; il secondo è quello trasmesso dal medico curante che, appunto, spesso non è trasmesso o è incompleto.

Inoltre, anche il trasferimento dei dati dei monitoraggi cantonali alla Confederazione continua a creare difficoltà. Secondo il domenicale "SonntagsBlick", ad esempio, molti cantoni lavorano con sistemi informatici "rudimentali" e lo scambio oltre i confini cantonali è soggetto a errori.

In questo contesto Hulmann ha fatto riferimento alla prevista banca dati e al nuovo sistema informatico di Confederazione e Cantoni - annunciati a inizio mese - che consentiranno di ricevere dati aggiornati e una valutazione più semplice e rapida del tracciamento dei contatti.

Intanto, per migliorare il coordinamento nella crisi del coronavirus, la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga ha invitato i rappresentanti cantonali a un incontro a Berna la prossima settimana. Vi parteciperanno i presidenti delle conferenze cantonali dei direttori della sanità, dell'economia pubblica e dei governi cantonali. Saranno inoltre presenti anche i ministri della sanità Alain Berset e dell'economia Guy Parmelin.

Secondo i dati diffusi domenica dall'UFSP, nell'ultima settimana sono stati segnalati 1521 casi confermati di Covid-19, quasi 500 in più rispetto a una settimana prima. In totale il numero di contagi dall'inizio dell'epidemia in Svizzera e Liechtenstein ha quindi raggiunto quota 38'124, con 1716 decessi. L'incidenza delle infezioni è salita a 444,2 per 100'000 abitanti.

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