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In Israele ritorna il confinamento

Anche nelle sinagoghe sono state adottate misure per cercare di prevenire l'infezione. Keystone / Abir Sultan

Per far fronte all'importante aumento di contagi, il Governo israeliano ha imposto nuove restrizioni. E intanto anche in Austria si parla di seconda ondata.

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 settembre 2020 - 13:29

Da venerdì prossimo e almeno fino all'11 ottobre, in Israele scuole e negozi rimarranno chiusi e non ci si potrà allontanare da casa per più di 500 metri, a meno di necessità urgenti.

Nel Paese di nove milioni di abitanti sono stati finora registrati oltre 153'000 contagi e più di 1'100 morti. Il tasso di infezione è in notevole aumento, tanto che - stando ai dati raccolti dall'Agence France Presse - Israele è il secondo Stato al mondo ad aver registrato proporzionalmente il maggior numero di casi nelle ultime due settimane, dopo il Bahrein. 

Il Paese mediorientale non è l'unico ad imporre un giro di vite. A Giacarta sono pure state reintrodotte delle restrizioni, dopo che nella capitale indonesiana è stato registrato un forte incremento dei contagi. 

In Inghilterra - ma non in Galles, Scozia e Irlanda del Nord - da lunedì sono vietate riunioni di più di sei persone provenienti da nuclei famigliari diversi. La restrizione vale sia all'interno che all'esterno, ma non si applica nelle scuole, nei luoghi di lavoro o in occasione di matrimoni e funerali.

Il servizio del TG:

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Seconda ondata

In Austria, il cancelliere Sebastian Kurz ha dal canto suo dichiarato che il Paese si trova "all'inizio della seconda ondata" e che il numero di nuovi contagi dovrebbe presto superare la quota di 1'000 al giorno.

Kurz ha invitato la popolazione a rispettare rigorosamente le misure contro il coronavirus e a ridurre i contatti. Da lunedì, le mascherine, già obbligatorie nei supermercati e nei trasporti pubblici, si dovranno indossare in tutti i negozi e gli edifici pubblici.

tvsvizzera.it/mar/afp con RSI (TG del 14.9.2020)

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