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CONSIP, l’inchiesta che imbarazza Renzi

La corsa di Matteo Renzi verso la segreteria del Partito Democratico, lasciata solo una decina di giorni fa in seguito alle polemiche suscitate dalla cocente sconfitta al referendum costituzionale di dicembre, potrebbe essere ostacolata dall’inchiesta giudiziaria in corso sulla CONSIP, la centrale acquisti della pubblica amministrazione, in cui sono coinvolti il padre e un suo stretto collaboratore.

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Ma quali sono i fatti su cui i magistrati vogliono fare luce? Mercoledì scorso l’imprenditore partenopeo Alfredo Romeo è stato arrestato per presunta corruzione.

La Procura di Roma ipotizza che abbia versato 100’000 euro a un funzionario del CONSIP per ottenere un lucroso appalto e Tiziano Renzi si sarebbe adoperato per convincere l’amministratore delegato dell’istituto Luigi Marroni per favorire l’imprenditore.

A sua volta il ministro dello sport Luca Lotti, un fedelissimo dell’ex premier fiorentino, avrebbe informato Luigi Marroni delle indagini in corso e delle microspie sparse nella sede della CONSIP, intralciando così il lavoro degli inquirenti.

L’attenzione dei magistrati si concentra su alcune intercettazioni e alcuni foglietti attribuiti ad Alfredo Romeo, in cui sarebbero riportati importi e iniziali dei beneficiari delle dazioni. Ma mancano ancora diversi pezzi del puzzle dell’impianto accusatorio. Intanto Alfredo Romeo si è avvalso della facoltà di non rispondere. 

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