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Gli emigrati italiani che hanno costruito la Svizzera

Nel secondo dopoguerra molti italiani emigrarono in Svizzera con il loro carico di cultura e tradizioni sconosciute agli autoctoni. Una recente pubblicazione ricorda questa diaspora, che ha dovuto confrontarsi alla xenofobia e ai pregiudizi, ma che oggi è citata come modello di integrazione. 

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 marzo 2017 - 19:40
tvsvizzera.it/Zz con RSI (Il Quotidiano del 10.03.2017)
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Si chiama “Grazie a voiLink esterno”. L’idea di questo volume nasce dal successo di una recente esposizione nel canton San GalloLink esterno. Le immagini narrano delle prime generazioni di uomini e donne giunti nella Confederazione da un paese esangue per cercare opportunità migliori in uno Stato che ha fatto fatica ad aprirsi.

Tuttavia, dopo la xenofobia e il razzismo che ha preso forma anche con iniziative popolari come quella "contro l'inforestierimento", gli immigrati italiani sono diventati un modello di integrazione citato oggi come esemplare. 

Le fotografie contenute nel volume presentano non tanto il dolore e la fatica, che non sono certo mancati, ma la quotidianità di una realtà che allora agli svizzeri era sconosciuta. Una realtà che non fa parte solo della storia della migrazione, ma è un tassello importante della storia della Svizzera, paese che gli emigrati italiani hanno aiutato a costruire.

 

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