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Condannato l'ex leader della destra austriaca Strache

L'ex segretario della FPÖ Heinz-Christian Strache dopo la sentenza di condanna. Keystone / Georg Hochmuth

L'ex vicecancelliere, e leader dell'ultradestra austriaca, Heinz-Christian Strache è stato condannato per corruzione a 15 mesi di detenzione, con la condizionale.

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 agosto 2021 - 21:17
Keystone-ATS/spal

Lo ha sentenziato venerdì il tribunale di Vienna, nell'ambito del processo partito dal cosiddetto "Ibizagate", che portò alla crisi la coalizione di destra del primo governo di Sebastian Kurz: il partito della libertà (FPÖ) tolse la fiducia all'esecutivo, nelle primavera del 2019, dopo che il suo leader, vicecancelliere, era stato travolto dallo scandalo.

Secondo il giudice non vi è alcun dubbio sulle accuse, secondo le quali il partito di Strache ha ricevuto delle somme di denaro da un amico imprenditore, proprietario di una clinica di chirurgia estetica privata, che avrebbe ottenuto in cambio la possibilità di accedere a fondi pubblici appena lui fosse arrivato al potere.

Un accordo che il vice di Kurz rispettò, promuovendo la modifica di una legge quando arrivò ai vertici dell'esecutivo alla fine del 2017. L'imprenditore Walter Gruebmuller aveva elargito fino a 12'000 euro di donazioni fra il 2016 e il 2017 e aveva invitato il politico in una villa a Corfù.

"La cronologia degli eventi non lascia alcun dubbio", ha dichiarato la procuratrice Claudia Moravec-Loidolt mentre Strache, che insieme al coimputato aveva sempre contestato le accuse dicendosi innocente, ha affermato di essere "scioccato" per quello che ha bollato senza mezzi termini come un "errore giudiziario".

"Ho agito nella profonda convinzione di riparare un'ingiustizia", ha affermato l'ex leader sovranista, i cui legali hanno preannunciato ricorso contro la sentenza.

A mettere alle strette il politico austriaco fu la pubblicazione di un video girato a Ibiza, in cui il 52enne si esprimeva su discutibili modalità di finanziamento al partito.

Ne scaturì la bufera, che finì col rompere gli equilibri della coalizione di Kurz, portando alle elezioni anticipate nelle quali gli elettori punirono la FPÖ (oggi l'Austria è guidata da una coalizione formata dai popolari di Kurz e dai Verdi).

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