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Come si vince la paura di volare

La testimonianza del funambolo Freddy Nock: si esibiva nelle condizioni più estreme, fino a 180 metri da terra, ma aveva paura di salire su un aereo

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 agosto 2015 - 18:02

Le notizie di disastri aerei come il recente, tragico schianto nelle Alpi francesi possono condizionare psicologicamente i passeggeri, creando il senso di panico e angoscia che alcuni provano quando salgono su un apparecchio. Si chiama aerofobia, o aviofobia.

Era il caso di Marie Vu, zurighese d'adozione che ha sempre percorso in treno i 700 chilometri che la separano dalla sua città natale, Amburgo. Grazie a una terapia psicologica, 4 anni fa, era riuscita a superare la sua paura, ma ha avuto poi una ricaduta.

La psicologa Bettina Schindler spiega che una causa classica dell'aerofobia è l'esperienza di un volo turbolento. Un vissuto personale, quindi. Ma le immagini di cronaca, con detriti e resti umani sparsi, contribuiscono a farne una paura.

Ma cos'altro si cela, dietro l'aerofobia?

Non può trattarsi solo di paura di cadere nel vuoto: il funambolo Freddie Nock, che da anni si esibisce nelle condizioni più estremeLink esterno, anche senza protezione né bilanciere, fino a 180 metri da terra, fino a qualche tempo fa non riusciva a salire su un aereo.

Chiese aiuto alla psicologa, che oltre alle sedute gli prescrisse un volo di addestramento: il problema di Nock era non avere il controllo su ciò che accade, il doversi fidare di un perfetto sconosciuto, la ‘sindrome del passeggero'.

Grazie a quel volo in cabina di pilotaggio, ora ha maggiore fiducia e sale su un aereo in tutta tranquillità. Diverse scuole di volo, o le stesse compagnie aeree, propongono corsi che aiutano a vincere l'aerofobia attraverso la conoscenza del volo e dei velivoli.

Marie Vu, intanto, è riuscita a imbarcarsi per le vacanze in Grecia sostituendo i ricordi negativi con immagini positive: immagina che l'aereo scivoli sulle nuvole, e che così non possa accadere nulla.

Il video è tratto da 'PULS Medicina' del 27 luglio 2015. È l'adattamento di PULS, trasmissione prodotta e diffusa dalla dalla televisione svizzero-tedesca SF.

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