Cinema La missione impossibile di Tom Cruise a Roma

Tom Cuise con mascherina e doppio petto a Roma durante la lavorazione del suo nuovo film.
Keystone / Fabio Frustaci

Tom Cruise è a Roma a girare il settimo episodio di Mission: Impossible. Le riprese in pieno centro hanno però suscitato proteste e polemiche nella città eterna.

Roma, infatti, già messa a dura prova dal crescere dei contagi, ha visto le strade del centro prese d’assedio da altre misure di sicurezza, quelle per le riprese del kolossal hollywoodiano. Le cronache parlano di persone bloccate a piedi e in macchina e centinaia di "addetti alla sicurezza privati", vestiti completamente di nero che, con modi definiti "autoritari", impedivano a tutti l'attraversamento di interi vialoni.

A tutto questo bisogna aggiungere la presenza dei tanti curiosi, attirati ovviamente dalla presenza di Tom Cruise. Non sono mancate le polemiche anche per la scelta di alcune location delicate. La produzione, infatti, ha deciso di girare alcune scene anche nelle corsie di un ospedale, il policlinico Umberto 1, e ha occupato un intero piano del nosocomio, a soli dieci metri dall’ascensore riservato ai pazienti Covid (malati che sono in continua crescita). Una scelta contestata, per evidenti ragioni di opportunità, non solo dai cittadini ma anche da medici e rappresentanti dei lavoratori.

Roma caput mundi

Le grandi produzioni cinematografiche internazionali continuano a scegliere Roma. Dopo il lockdown è stata registrata un'intensa ripresa, nel periodo giugno-agosto le richieste all'Ufficio Cinema sono state 596, in aumento rispetto alle 583 del 2019. Tanti disagi ma anche una pioggia di denaro che arriva nella Capitale. La produzione di "Mission Impossibile 7", per esempio, ha reso noto che dei circa 35 milioni di costi della produzione in Italia si prevede che oltre 18 milioni saranno spesi a Roma.

E sul set c'era il nostro corrispondente a Roma:


tvsvizzera.it/fra con RSI

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