Cinema e sessismo Roman Polanski di nuovo nell'occhio del ciclone

Primo piano di Roman Polanski con capelli sollevati dal vento; sfondo tipo photocall rosa

Il regista in un'immagine dello scorso settembre.

Keystone / Julien De Rosa

L'uscita nelle sale del nuovo film di Roman Polanski ha ravvivato le polemiche nei confronti del regista, accusato di violenze sessuali.

In Francia, dove "J'accuse" è uscito una settimana fa, le proteste nei confronti di Polanski si sono moltiplicate, con appelli al boicottaggio del nuovo film dedicato al caso Dreyfuss e con la proposta della Società civile degli autori, registi e produttori (ARP) di introdurre nuove regole per i suoi membri condannati o denunciati per violenze sessuali. Delle nuove regole che condurrebbero alla sospensione di Roman Polanski.

Nella polemica è intervenuto anche il ministro della cultura Franck Riester, che la settimana scorsa ha annunciato nuove misure per lottare contro le molestie sessuali in ambito cinematografico. Senza mai nominare Polanski, Riester ha affermato che "il genio non è una garanzia di impunità".

Anche nella Svizzera francese, dove il film è uscito in contemporanea con la Francia, qualche voce si è fatta sentire per protestare contro il regista di origine polacca, che oggi ha 68 anni.

Roman Polanski – su cui negli Stati Uniti pende un mandato d'arresto per avere avuto rapporti sessuali con una minorenne nel 1977 – è stato recentemente accusato di stupro dalla fotografa e attrice francese Valentine Monnier. I fatti sarebbero avvenuti nel 1975 nello chalet del regista a Gstaad, in Svizzera. Roman Polanski ha respinto tutte le accuse.

 

"L'ufficiale e la spia" – Leone d'argento all'ultima Mostra del Cinema di Venezia – è la storia di Alfred Dreyfus, l'ufficiale dell'esercito francese che il 5 gennaio 1895 viene pubblicamente degradato perché accusato di aver agito come spia per la Germania e condannato all'ergastolo. Fra i testimoni della sua umiliazione c'è Georges Picquart, un ufficiale promosso a dirigere l'unità di controspionaggio militare. Sarà lui, con grande coraggio, a scoprire le false accuse, ammantate di antisemitismo, mosse a Dreyfus e a fare una lunga battaglia per la sua liberazione.

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