Cinema e illustrazione Pinocchio in mostra al Castello di Saint-Maurice

Dipinto/illustrazione di un tronco, dal quale fa capolino la testa di un burattino col naso lungo

Il manifesto della mostra

Château de Saint-Maurice

È stata inaugurata mercoledì al Castello di Saint-Maurice, in Vallese, una mostra su Pinocchio. Oltre a narrare le origini del burattino, l'esposizione ne propone le diverse rappresentazioni (a fumetti, al cinema, in 3D e in una selezione di 70 libri illustrati) e consente nientemeno che una visita al Paese dei balocchi e nel ventre del Pesce-cane.

"È una metafora del lockdown", dice il direttore del castello Philippe Duvanel uscendo dal ventre dell'animale e commentando una storia che ha ormai 140 anni ma non smette di piacere. "Pinocchio è affascinante perché in tutto il suo candore, in tutta la sua semplicità, è un bambino che scopre le cose senza ascoltare gli adulti".

Creato dallo scrittore toscano Carlo Collodi nel XIX secolo, e inizialmente pubblicato a puntate su un giornale per bambini, è stato reso popolare nel mondo dall'adattamento di Walt Disney ottant'anni fa ed è ancora una delle icone letterarie più illustrate e rivisitate.

La mostraLink esterno di Saint-Maurice ne aggiungerà 25: ad altrettanti artisti svizzeri (illustratrici, illustratori, fumettiste e fumettisti) è stato chiesto di realizzare il loro ritratto di Pinocchio.

Quello del manifesto è stato disegnato dall'illustratore e grafico elvetico residente a Tolosa Ronald Curchod, che ha voluto rappresentarne la nascita.

L'esposizione, intitolata semplicemente 'Pinocchio', è visitabile fino al 15 novembre nel rispetto delle disposizioni sanitarie e orari particolari indicati quiLink esterno.

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