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Chi ha paura del lupo cattivo?

Keystone / Christian Brun

Un documentario degli anni '80 della Radiotelevisione Svizzera va alla scoperta, tra miti e leggende, del lupo che non aveva ancora fatto la sua ricomparsa nella Confederazione.

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 aprile 2022 - 09:00
tvsvizzera.it/spal con RSI (Archivi)

Negli ultimi decenni il lupo ha fatto il suo ritorno in Svizzera, diffondendosi a macchia d'olio sulle Alpi svizzere, da dove era scomparso dalla metà del XIX secolo. I primi esemplari sono stati segnalati in Vallese nel 1995, provenienti dall'Italia. Dagli anni '80, il lupo "italiano" ha risalito l'Appennino dal parco nazionale d'Abruzzo ed è sconfinato nella Confederazione passando dalla Liguria e dalle Alpi francesi.

La riscoperta del lupo

Il resto è storia recente. Il primo branco si è formato nel 2012 e da allora i lupi si riproducono annualmente in Svizzera dove hanno trovato un habitat ideale. Negli anni '80 del secolo scorso quindi questo predatore, confinato in un ristretto ambito dell'Italia centrale, appariva come una presenza quasi esotica. Ed era praticamente stato dimenticato in Svizzera.

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In quegli anni il documentario di Francesco Canova "Chi ha paura del lupo cattivo", trasmesso dall'allora Televisione Svizzera Italiana (TSI) il 13 marzo 1984, è andato alla sua ricerca in Abruzzo.

Partendo da una narrazione di tipo faunistico e scientifico il contributo televisivo ripercorre la lunga storia della difficile convivenza dell'uomo con questo animale e le leggende che hanno contrassegnato la sua presenza nelle regioni contese con gli allevatori. Racconti degli anziani, tradizioni popolari e miti si intersecano in un suggestivo viaggio che ripercorre secoli di storia.

Una convivenza difficile

In Svizzera la gestione del lupo è dagli anni '90 argomento di costante discussione tra animalisti, che ne hanno salutato il ritorno, e agricoltori inferociti per le predazioni dei loro capi. Da parte loro le autorità federali, che ne hanno riconosciuto uno statuto a sua tutela (Convenzione di BernaLink esterno), ci tengono a precisare che non ne promuovono attivamente la diffusione e che la sua propagazione sta avvenendo in modo del tutto naturale.

La Confederazione interviene per prevenire e contenere i danni causati dal predatore agli allevamenti (strategia lupoLink esterno). Berna contribuisce a risarcire gli agricoltori (nella misura dell'80% del danno). I Cantoni possono autorizzare in via eccezionale l'abbattimento dei singoli esemplari ritenuti problematici, per essersi resi responsabili di numerose razzie.

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